Battaglia No Tav, i vicentini del Presidio al fianco dei valsusini: "No alla militarizzazione"

I vicentini di ritorno dalla manifestazione in Val Susa esprimono la loro solidarietà ai No Tav. "Violenza di Stato, come a Vicenza, usati anche lacrimogeni vietati in guerra" scrive il Presidio.

Solidarietà dal movimento No Dal Molin ai manifestanti No Tav dopo la durissima giornata di scontri di ieri, al cantiere della Maddalena a Chiomonte. C'era una delegazione di vicentini nel corteo valsusino, come raccontano in una nota sul web gli stessi No Dal Molin: "Ieri eravamo in tanti, a fianco delle comunità che da anni si battono contro un mostro chiamato Tav - scrivono - il cui unico scopo è quello di ingrassare i soliti noti, i Lunardi, le cooperative rosse, le varie cricche e le varie mafie che negli appalti miliardari sguazzano felici. Abbiamo visto, come successe a Vicenza con il Dal Molin, la violenza di uno Stato che intende militarizzare un territorio, che reprime brutalmente chi si oppone ad un progetto inutile, costoso, dannoso per la salute, facendo scempio dei beni comuni, delle risorse naturali, del concetto stesso di democrazia".

Più che di guerriglia, la battaglia di ieri si chiama resistenza. Questa la lettura che ne danno gli attivisti contro la base Usa: "Siamo convinti che resistere a tutto questo sia giusto e necessario, così come hanno fatto in migliaia ieri, in mezzo ai lacrimogeni CS vietati in guerra in quanto arma chimica ma usati impunemente contro i cittadini - continua la nota del presidio No base - senza le distinzioni tra buoni e cattivi utili solo ai media di regime per rappresentare una realtà, la loro, che è distante anni luce dalla verità. Siamo e saremo sempre a fianco dei valsusini, e vogliamo vedere liberi al più presto tutte le persone fermate".

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