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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Via Rodolfi

ULSS 6 Vicenza: 500 specialisti da 50 Paesi per conoscere il "Modello Vicenza" in Nefrologia

Si aprirà martedì la 34ª edizione del corso internazionale organizzato dal Dipartimento Interaziendale di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'ULSS 6, sempre più punto di riferimento a livello mondiale, come dimostra anche una nuova collaborazione avviata in Cina con l'Università di Fudan, a Shangai

È uno degli eventi scientifici più prestigiosi al mondo, capace di richiamare a Vicenza circa 500 specialisti provenienti da oltre 50 Paesi: è il "Vicenza Course on AKI & CRRT", organizzato dal Dipartimento Interaziendale di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale dell'ULSS 6 e dall'International Renal Research Institute Vicenza (IRRIV) diretti dal prof. Claudio Ronco. L'apertura dei lavori della 34ª edizione si terrà martedì in Fiera di Vicenza, per proseguire poi fino a venerdì 10 giugno.

Oltre alla consegna dell'International Vicenza Award for Cristical Care Nephrology - che quest'anno sarà assegnato al prof. Sean Bagshaw dell'Università di Edmonton (Canada) -, il programma prevede un fitto calendario di seminari e presentazioni durante le quali gli specialisti del S. Bortolo - insieme ad altri colleghi italiani e stranieri - illustreranno lo stato dell'arte delle ricerche e terapie sulle patologie renali nel paziente critico (ovvero quel paziente che è ricoverato in ospedale e spesso in rianimazione per un evento grave quale trauma, sepsi e sindrome da insufficienza multiorgano). Un evento unico nel suo genere, che riafferma ancora una volta l'eccellenza della Nefrologia del S. Bortolo a livello nazionale e internazionale, testimoniata sia dai risultati clinici, sia dal numero e prestigio delle pubblicazioni scientifiche, nonché dalle continue collaborazioni che vedono i medici e ricercatori vicentini punto di riferimento nel mondo.

Dalla Cina a Dubai, da Roma agli USA La più recente collaborazione riguarda l'Università di Fudan a Shanghai, che ha affidato al prof. Ronco una cattedra come Adjunct professor of Nephrology e che recentemente ha organizzato, insieme all’Istituto di Ricerca Renale Vicentino IRRIV, un convegno al quale hanno assistito alcune migliaia di medici e specialisti provenienti da tutta la Cina e il Sud Est Asiatico e che ha visto il saluto anche del console italiano in Cina Stefano Beltrame, che ha sottolineato l’importanza dei rapporti fra l’Italia ed in particolare il veneto con la Repubblica Popolare Cinese. Un'esperienza che si è tradotta anche in un volume, appena pubblicato dall'ateneo cinese sempre in collaborazione con la Nefrologia di Vicenza. E già sono all'orizzonte altre, prestigiose partnership a livello internazionale: in particolare sono arrivate a Vicenza da Dubai, Singapore e Stati Uniti, oltre che dalla Cina stessa, richieste per organizzare all'estero gli "Highlights of Vicenza Course", ovvero convegni che riprendano - in forma più sintetica - i contenuti del corso organizzato ogni anno nella nostra città. E se è vero che è difficile essere profeti in patria, soprattutto in Italia, la Nefrologia del S. Bortolo rappresenta una splendida eccezione: i recenti Stati Generali della Ricerca Sanitaria organizzati a Roma dal Ministero della Salute si sono aperti infatti proprio con un filmato relativo all'esperienza della Nefrologia del S. Bortolo e del professor Ronco come docente e ricercatore e innovatore.

Il "Vicenza Model" e le nuove frontiere della ricerca Del resto negli ospedali e nei centri di ricerca di tutto il mondo oggi si parla apertamente di "Vicenza Model", un approccio multidisciplinare al malato grave e critico affetto da insufficienza di più organi, tra cui il rene, che è stato ideato e messo a punto proprio al S. Bortolo. Tutto questo mentre continuano al S. Bortolo le ricerche sulle nuove frontiere della Nefrologia, con una particolare attenzione per le terapie extracorporee.
«Parliamo del WAK - spiega il prof. Ronco - il rene artificiale e indossabile di cui Vicenza è diventata centro di riferimento per lo sviluppo e la ricerca, il sistema di dialysi “Blue Planet” ad alto impatto ambientale per il risparmio d’acqua, ma anche di tecniche per il supporto multiorganico, fra cui sistemi di supporto cardiaco, polmonare ed epatico, con particolare attenzione ai problemi della sepsi. Tutto questo ha dato origine ad una branca della Nefrologia nata proprio a Vicenza e identificata come Critical Care Nefrology».
Più in dettaglio, la Nefrologia Critica si occupa dei problemi renali nei pazienti ricoverati in terapia intensiva o rianimazione, che a seguito di un incidente, un intervento chirurgico complicato o gravi forme di infezione possono presentare una disfunzione multiorganica che richiede diverse forme di supporto, fra cui ventilazione meccanica, monitoraggio emodinamico continuo, supporto farmacologico complesso e tecniche depurative extracorporee come l'emodialisi o l'emofiltrazione. Sono proprio questi particolari tipi di tecniche extracorporee dedicate all'acuto che l'equipe vicentina ha introdotto e sviluppato nel corso degli anni: «Grazie a queste tecniche - sottolinea il prof. Ronco - oggi vengono trattati pazienti considerati disperati sino a pochi anni fa. Ma la tecnologia non è tutto: da anni abbiamo messo a punto un modello di collaborazione fra diversi specialisti dell'Ospedale, unico nel suo genere. È proprio questo il "Vicenza Model", che nella comunità scientifica mondiale viene portato ad esempio di fattiva collaborazione interdisciplinare per il bene del malato. Perché il paziente critico è un puzzle complesso e solo una task force agguerrita e armata di buon senso, modestia e spirito di collaborazione può riuscire ad avere successo».
Nel frattempo medici da tutto il mondo frequentano quell’IRRIV che fu inaugurato dal presidente Zaia e dal prof. Umberto Veronesi, che lo definì ”la realizzazione del suo sogno di mettere insieme assistenza, didattica e ricerca”. Nel 2015 il Dipartimento di Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale dell'ULSS 6 ha presentato 36 abstracts in convegni internazionali ed ha prodotto 74 pubblicazioni, 112 presentazioni e letture in convegni internazionali presentate in lingua inglese e spagnola, 3 libri e altre pubblicazioni. E sempre lo scorso anno il prof. Ronco è stato definito dalla classifica della Johns Hopkins University di Baltimora il ricercatore numero uno al mondo per le malattie renali, forte di un indice H per la classificazione dei ricercatori e degli scienziati che arriva al valore record di 87, collocandolo ai vertici della lista “top italian scientists”.
Tra gli ambiti della ricerca portati avanti va ricordato anche il rene artificiale miniaturizzato per bambini neonati, il CARPEDIEM un'innovazione assoluta nel settore totalmente finanziata dalle donazioni dei vicentini, che in questo momento ha ridotto del 50% la mortalità dei neonati trattati in Europa..


I numeri All'eccellenza della ricerca corrispondo numeri di assoluto rilievo per quanto riguarda l'attività clinica. Basti ricordare che il Centro di Emodialisi Extracorporea del S. Bortolo ha svolto nel 2015 circa 14.000 sedute (che diventano 25 mila considerando anche quelle svolte ad Arzignano e Valdagno), alle quali si affianca l'opera del Centro di Dialisi Peritoneale, il più grande d'Europa con un totale di circa 130 pazienti in trattamento e oltre 100.000 scambi dialitici annui. Questo senza dimenticare l'attività del Centro Trapianti Renali, con oltre 30 interventi l'anno svolti dal 1989 ad oggi, dei quali il 30% circa da donatore vivente. Sono oltre 25 mila, invece, le prestazioni eseguite dai Laboratori per la diagnosi specifica di patologie renali. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti Interner www.nefrologiavicenza.it e www.irriv.com.

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