Si presenta come "esperto di gestione eredità" e gli sottrae migliaia di euro

Vittima del sedicente consulente un vedovo che cercava aiuto nella burocrazia dopo la perdita della moglie. Sequestrate disponibilità finanziarie per oltre 96mila euro

Nei giorni scorsi, i finanzieri della Comando provinciale di Vicenza, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Vicenza, in via diretta su disponibilità finanziarie intestate a una s.r.l. e al suo amministratore “di fatto”, per un valore complessivo di 94.624 euro.

I militari della Compagnia di Arzignano erano stati delegati, dalla Procura della Repubblica di Vicenza, all’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria finalizzate ad appurare la possibile sussistenza del reato di truffa, perpetrato da P.M. 42enne di Arzignano, attraverso lo svolgimento di attività di “consulenza per una divisione ereditaria” con modalità tali da arrecare un cospicuo danno economico al patrimonio altrui, fornendo informazioni false e incomplete e approfittando della imprudenza e della buonafede di un uomo rimasto vedovo per la scomparsa della moglie.

In particolare, l’indagato si era presentato alla persona offesa quale esperto nella gestione di eredità nel settore dell’edilizia, offrendosi come supporto per le pratiche relative alla divisione del patrimonio costituente l’asse ereditario del de cuius.

La vittima si era quindi affidata al “consulente” in gestioni patrimoniali, corrispondendo a vario titolo ingenti somme di denaro per la gestione della pratica successoria e per la stima dei diversi beni oggetto dell’eredità; tuttavia, fra i vari atti di disposizione patrimoniale, sono successivamente emerse prestazioni mai eseguite, rilevanti per l’entità del patrimonio e del tutto prive di causa. Ad esempio, fra i diversi atti, c'erano 70mila euro transitati dal conto dei figli ereditieri a quello del sedicente esperto in gestioni patrimoniali, con la causale “caparra confirmatoria”; caparra che, tuttavia, non sarebbe riferibile ad alcun contratto.

Nel corso delle indagini, sono state acquisite informazioni testimoniali da persone informate sui fatti ed è stata esaminata cospicua documentazione bancaria, trasmessa dagli istituti di credito in forza di apposito decreto dell’Autorità Giudiziaria.I finanzieri della Città del Grifo hanno quindi potuto ricostruire puntualmente le movimentazioni di denaro eseguite dalla persona truffata in favore dell’indagato e della società di capitali dallo stesso, “di fatto”, gestita.

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