Miteni, licenziamento collettivo dei dipendenti: tensione in azienda

La società, indicata come principale responsabile dell'inquinamento Pfas, ha annunciato mercoledì la sua decisione: chiusura della produzione entro l'anno

I cancelli della Miteni (Foto Marco Milioni)

La Miteni di Trissino, nel mirino perché ritenuta responsabile principale dell'inquinamento delle falde con sostanza perfluoroalchiliche (Pfas), ha comunicato mercoledì l'avvio della procedura di licenziamento collettivo dei 121 lavoratori.  Nel pomeriggio di mercoledì anche il sindaco di Trissino Davide Faccio ha fatto visita all'azienda per parlare con i lavoratori. L'amministratore delegato Antonio Nardone, ha ricordato che l'azienda non ha ad oggi potuto effettuare il pagamento del residuo degli stipendi di maggio e le 14esime perché non le è stato concesso dal tribunale.

Per quanto riguarda lo sciopero dai lavoratori Nardona, come si legge nella nota dell'azienda "ha stigmatizzato le motivazioni dello sciopero indetto dalla RSU e l'anomalia delle modalità di agitazione annunciata". «È' dunque incomprensibile come il rispetto di procedure obbligatore possa avere portato l'RSU a una dichiarazione di agitazione sindacale così anomala», ha aggiunto Nardone, specificando: «Per quanto riguarda le modalità di protesta, l'interruzione dei processi con la sola ultimazione delle reazioni in corso, non garantisce la messa in sicurezza completa degli impianti in quanto non permette lo svuotamento degli stoccaggi contenenti sostanze pericolose»

Dura la reazione delle rappresentanze sindacali: «Il vertice aziendale ha abbandonato anzitempo lo stabilimento senza incontrare la Rsu e senza dare immediate comunicazioni e spiegazioni. Un comportamento di assoluta irresponsabilità. Peggio ancora, la nota stampa diramata dall’azienda ha tentato assurdamente di addossare responsabilità ai lavoratori, quando invece chiarissime sono le cause che hanno determinato questo epilogo. Ciò malgrado, gli operai, i tecnici e tutte le maestranze della Miteni si comporteranno con la massima responsabilità e procederanno, di concerto con i quadri direttivi, alla messa in sicurezza di tutti gli impianti, di tutti i depositi, di tutti i servizi e di quant’altro afferente, secondo quanto previsto dalle normative e dalle procedure interne. I lavoratori presidieranno le strutture anche ai fini della direttiva Seveso (attività a rischio di incidente rilevante). In questo momento sono presenti in stabilimento la Rsu, i segretari di Filctem Cgil, Femca Cisl ed Uiltec Uil, il sindaco di Trissino con l’assessore all’ambiente. Nelle prossime ore ci saranno ulteriori precisazioni»

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Nardone ha infine voluto ribadire che "il  mancato completamento dei programmi produttivi volti all'esaurimento della sostanze pericolose giacenti in stabilimento e alla successiva messa in sicurezza definitiva degli impianti, impedisce il completamento del cronoprogramma approvato dagli enti competenti in materia di sicurezza e ambiente, con tutti i potenziali rischi del caso" e che da parte del Cda di Miteni "si sta lavorando con impegno per trovare una strada che attraverso l'ingresso di un nuovo socio possa salvaguardare l'occupazione, gli impegni ambientali e il forte know how  aziendale". 

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