Pfas, blitz alla Miteni: "Crimini ambientali, bonifica subito"

Con maschere di protezione e tute di protezione da rischio chimico-biologico, un gruppo di attivisti di Greenpeace, all'alba, ha collocato due striscioni davanti all'azienda di Trissino

Gli striscioni apposti da Greenpeace (foto Marco Milioni)

«Crimini ambientali in corso e bonifica subito».

Sono questi i due maxi striscioni che gli attivisti di Greenpeace hanno srotolato stamattina attorno alle 7,15 davanti agli stabilimenti della Miteni spa nel Vicentino. La società è da tempo al centro di un maxi caso di inquinamento da derivati del fluoro, i Pfas, che interessa il Veneto centrale e che è divenuto nel tempo uno dei più discussi nel Paese. Subito dopo il flash mob, al quale hanno partecipato una dozzina di attivisti bardati con maschere di protezione e tute di protezione da rischio chimico-biologico, è intervenuta Chiara Campione responsabile della unità imprese e consumatori di Greenpeace Italia: «Chiediamo, come andiamo facendo da mesi, una bonifica immediata del territorio a carico di Miteni. Una azienda che opera in condizioni finanziarie negative, che chiude da dieci anni i propri bilanci in negativo e che pensiamo non potrà farsi carico di una bonifica».

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La responsabile poco appresso ha indirizzato un monito senza sconti alle istituzioni, Regione, Arpav, Provincia di Vicenza e soprattutto procura della repubblica berica che in qualche modo stanno sovrintendendo la procedura di salvaguardia ambientale parlando di una Miteni «che si permette di dettare i tempi di questa stessa bonifica mentre sono in corso le indagini da parte della procura». Ora anche in considerazione del fatto che, sostiene sempre Campione, gli ultimi dati dell’Arpav «ci dicono che la contaminazione è ancora in corso» e che l’affaire Pfas è uno dei casi di contaminazione più gravi in Europa l’associazione ecologista ritiene che «Miteni debba muoversi subito e che le autorità debbano pretenderlo». Si tratta di parole che pesano come pietre e che arrivano in una Trissino che oggi pomeriggio tornerà al centro dei riflettori per via della controversa inaugurazione del leone marciano, simbolo della identità veneta, inaugurazione prevista per questo pomeriggio alle 15, ma che dovrebbe avere un preambolo non scevro di polemiche giacché alcuni gruppi di attivisti della valle dell’Agno ritengono quel manufatto una sorta di simbolo a guardia di quelli che vengono ritenuti veri e propri scempi ambientali come la Pedemontana veneta ed appunto il caso di contaminazione da Pfas attribuito a Miteni.

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