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Traffico di droga, blitz all'alba: 16 arresti

La maxi operazione, coordinata dalla Questura di Trento ha "sconfinato" anche nelle province di Brescia, Verona e Vicenza. Nel capoluogo berico veniva gestita la logistica

Smantellare un'organizzazione criminale nigeriana dedita al traffico di droga. Questo l'obiettivo dell'operazione "Underground", scattata all'alba di martedì 12 gennaio a Trento, Brescia, Verona e Vicenza. La maxi operazione, coordinata dalla Questura di Trento, arriva al termine di complesse indagini che hanno portato a scoprire un sodalizio criminale dedico al controllo dello spaccio nel capoluogo trentino, con ramificazioni nelle province confinanti.

In carcere sono finiti 16 individui, di cui 13 uomini e 3 donne, quest'ultime particolarmente attive anche nello sfruttamento della prostituzione nel Veronese. Parte dei proventi derivanti dal sesso a pagamento, venivano impiegati dai capi dell'organizzazione, un uomo ed una donna, rispettivamente madre e figlio, residenti a Verona per acquistare partite di eroina e cocaina a Vicenza.

Vicenza era invece la città nella quale veniva stoccata la droga, pronta per essere consegnata ai corriere che giornalmente da Verona si dirigevano a Trento. 

A Verona risiedevano i vertici dell'associazione, dove i capi, madre e figlio, gestivano un negozio di prodotti etnici nigeriani, vicino alla fiera di Verona. Nel capoluogo scaligero si tenevano le riunioni tra i capi e i partecipanti del sodalizio criminale. Non solo, in questo contesto i vertici si trovavano a risolvere i conflitti, nati tra pusher, circa la suddivisione delle zone di spaccio a Trento nonchè la suddivisione dei proventi della vendita di droga e la percentuale da accantonare per sostenere le spese legali dei consociati qualora venissero arrestati. 

Trento era invece la piazza di spaccio, in cui far confluire i pusher, carichi di droga, in parte ingerita per sfuggire ai controlli di polizia. Il luogo di spaccio erano i giardini di piazza Dante e le vie antistanti lo scalo ferroviario. 

Fondamentale per gli investigatori è stato il riscontro avuto dai filmati della videosorveglianza. 

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fonte: Trentotoday

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