Picchiarono negozianti per qualche telefono: denunciati

M.Z., 22 anni, residente a Zugliano, e B.N.G.A., 21 anni, ghanese residente a Dueville, sono gliautori del pestaggio selvaggio a scopo di rapina ai danni dei gestori bangladesi del Wind point

I carabinieri di Thiene hanno identificato e denunciato i due autori della violenta rapina perpetrata il 17 settembre 2013, in danno dei due fratelli bangladesi KHAN Mahadi Hassan (marito della signora PRIANKA Pia - titolare del negozio di telefonia wind ed internet point “Shopnil International” di via Marconi nr. 1/E, a Thiene) e KHAN Md Mahabub Hasan Sujon. PRESI A BASTONATE DA DUE RAPINATORI

Si tratta di due soggetti, un italiano ed un ghanese, gravati da pregiudizi in materia di delitti contro il patrimonio, che nel giro di ventiquattro ore si sono resi responsabili di almeno tre delitti commessi in Thiene e Vicenza: Z. M. 22enne residente a Zugliano e A. B. N. G., 21enne ghanese residente a Dueville.

IL FATTO Nella prima mattinata dello scorso 17 settembre, due individui, uno di carnagione chiara ed uno di colore, perpetravano una rapina in danno del sopracitato esercizio pubblico, nel corso della quale, dopo avere infranto una vetrinetta da esposizione, si appropriavano di 9 telefoni cellulari e di 1 chiavetta wind, per un valore complessivo di circa 1.500 euro. Allo scopo di assicurarsi la fuga, ingaggiavano una colluttazione con i due fratelli bangladesi, che venivano colpiti, selvaggiamente e ripetutamente, al capo ed al volto, con un bastone di legno. A causa della gravità del trauma subito, si rendeva necessario trasportare entrambi i malcapitati all’ospedale di Santorso, dove venivano loro riscontrate delle fratture al cranio, a seguito di TAC effettuata dopo ventiquattro ore di osservazione. Addirittura il signor KHAN Mahadi Hassan, con molta probabilità, dovrà essere sottoposto ad intervento chirurgico per ridurre la frattura.

LE INDAGINI I carabinieri, non appena ricevutane comunicazione, si precipitavano sul luogo della rapina, per eseguire un accurato sopralluogo, ricostruire la vicenda nei dettagli ed intraprendere le ricerche dei due malfattori. Sin dalle prime informazioni e descrizioni sui due rapinatori, i militari concentravano l’attenzione sui sopracitati soggetti, noti per i loro pregiudizi ed i loro trascorsi con le forze dell’ordine ed in particolare: veniva accertato che il pomeriggio precedente alla rapina Z. M., era stato denunciato per il furto di una Fiat Punto, avvenuto nella stessa mattinata ai danni di un rappresentante di commercio, che l’aveva parcheggiata per pochi minuti davanti ad un noto ristorante della zona; veniva accertato che entrambi nel pomeriggio seguente alla rapina, avevano rubato una borsa ad una ragazza, in pieno centro a Vicenza ed erano stati denunciati da personale della questura. 

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L’IDENTIFICAZIONE DEI DUE RAPINATORI Nel primo pomeriggio del 18 settembre, non appena dimessi dall’ospedale di Santorso, i due fratelli bangladesi, rendevano dichiarazioni sull’accaduto ai militari del Nucleo Operativo e della Stazione, ricostruendo con esattezza e nei minimi particolari l’efferata rapina, ma soprattutto, riconoscendo, entrambi al 100 %, sia Z. M. che A. B. N. G.. Successivamente, anche altri testimoni riferivano elementi utili sulla vicenda e sull’identificazione dei responsabili. Una volta chiarito il quadro della vicenda, i due soggetti venivano denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza.

MINACCE ALLA TITOLARE DEL NEGOZIO Nei giorni successivi il pubblico ministero titolare del fascicolo processuale – Dr. Alessandro Severi, indagava entrambi, in concorso, per lesioni e rapina aggravate, delegando questa Compagnia a determinate attività di polizia giudiziaria, finalizzate ad acquisire le fonti prova. ZITO Michele, appreso ufficialmente di essere indagato, la mattina del 24 settembre, dopo essere uscito da questi uffici, si recava al negozio “Shopnil International” e minacciava la proprietaria PRIANKA Pia, affinché il marito KHAN Mahadi Hassan ritirasse la denuncia, pronunciando le testuali parole: “FAI RITIRARE LA DENUNCIA A TUO MARITO, PERCHE’ SE NON LA RITIRA IO METTO UNA BOMBA AL NEGOZIO”. Immediatamente la signora PRIANKA Pia si presentava presso questi uffici, per sporgere una querela a termine della quale, riconosceva formalmente, e senza ombra di dubbio, Z. M. quale autore delle minacce. Anche di questa vicenda i militari operanti davano immediata comunicazione alla competente autorità giudiziaria.

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