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Terre resistenti festival: i No dal Molin chiamano a raccolta a Vicenza le comunità in lotta

Tra il 23 aprile e il 1° maggio sono previste giornate di socialità e dibattito, cultura e manualità nella terra dove sorgeva il presidio. Durante il Bomba Day le attività si svolgeranno al Bocciodromo. A breve il programma

"Una terra libera dalle servitù militari, un’agricoltura sana e libera dagli Ogm, la tutela della biodiversità dall’omologazione e del paesaggio dalla cementificazione, una socialità che riparte dalla terra, la costruzione di forme di reddito a partire dal lavoro in agricoltura".  Sono i temi che verranno affrontati nel "Terre resistenti festival", sul terreno del Presidio No Dal Molin, a Vicenza, dal 23 aprile al Primo Maggio. Parentesi al Bocciodromo il 25 aprile per il Bomba Day.  

IL PROGRAMMA


"Tremila e quattrocento metri quadrati di terra, la cui proprietà è condivisa tra 530 persone che nel maggio 2009 decisero di “mettere radici” al Dal Molin, che ospiterannouna nuova proposta di socialità e dibattito, cultura e manualità - scrivono gli organizzatori - Dopo 7 anni di festival No Dal Molin, vogliamo provare quest’anno a cambiare proposta, portando con noi la “cassetta degli attrezzi” costruita in questi anni, con le ragioni e i valori che hanno fondato il Presidio Permanente No Dal Molin e continuando a sperimentare pratiche virtuose, creative e innovative".

"Lo faremo continuando a confrontarci sul tema della militarizzazione del territorio, guardando alle conseguenze della presenza militare nella nostra e in altre città: dalle violenze che restano impunite dei militari statunitensi a danno delle popolazioni locali all’impatto ambientale delle grandi opere, siano esse militari o civili. Ma lo faremo anche, quest’anno, incontrandoci attorno ai temi della biodiversità, della tutela e alla riscoperta dei frutti della terra, dell’orticoltura condivisa e dell’agricoltura come possibilità di un lavoro per il futuro" spiegano .


"Terra e libertà sono le parole chiave attorno alle quali stiamo costruendo il festival: parlando di “terra” e “libertà”, infatti, ci riferiamo alla sfera dei diritti, dell’autogoverno, della salute, del territorio, a partire da uno spazio libero non solo dalle servitù militari, ma anche dalle dinamiche economiche e industriali che ruotano attorno alla guerra e ai suoi mercati. In questo senso, parlare di agricoltura naturale, alimentazione, scambio, didattica ed educazione e sostenibilità ambientale è un modo concreto e quotidiano per raccontare la “Vicenza libera dalle servitù militari”. In particolare nel giornate tra il 23 e il 27 aprile il programma avrà, respiro nazionale. Fino al 1° maggio 2014, Terre resistenti festival sarà dibattiti e presentazioni di libri, workshop e laboratori, mercati a filiera corta e assemblee, cultura e spettacoli, socialità e convivialità. "Perché la terra libera dalle servitù militari diventi spazio da coltivare secondo pratiche di resistenza".

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