Tentata truffa all'Apple store con documenti falsi: 29 arrestato e rilasciato per un cavillo

Ha falsificato carta d'identità, patente e pure la busta paga per cercare di ottenere un finanziamento. Il commesso del negozio Juice non c'è cascato e ha chiamato il 113. Ma per la legge il truffatore non può essere arrestato

È stato riconosciuto da un identikit il truffatore seriale che giovedì ha tentato di appropiarsi di un computer Apple Mac da 3mila euro con un finanziamento. Il commesso dell'Apple Store Juice in corso Fogazzaro insospettito ha controllato la segnalazione della finanziaria  - che aveva inserito l'uomo nella lista nera fornendo una descrizione - e ha chiamato il 113. I poliziotti, arrivati sul posto, dopo i controlli hanno arrestato l'uomo che aveva falsificato i documenti di identità. Il PM di turno ha però revocato il fermo in quanto secondo la legge l'arresto in questi casi è possibile solo in flagranza di reato: in pratica si finisce in carcere solo se si viene sorpresi a modificare materialmente un documento. 

L'episodio è avvenuto poco prima di mezzogiorno di ieri. Il truffatore, identificato come Antonio Di Meo, un 29enne di Napoli, è entrato all'Apple store per acquistare un Mac Pro da 3mila euro. Essendo sprovvisto di contanti ha iniziato le pratiche per il finanziamento con la Agos Ducato che, interpellata dal personale del negozio, ha avvisato l'esistenza di una circolare che metteva in guardia i reseller di stare in guardia dal soggetto descritto che aveva già cercato di comperare un prodotto non correttamente. 

Le pratiche di finanziamento iniziate dal truffatore stavano per partire con carta d'identità e tessera fiscale false di un uomo residente a Grosseto sulle quali Di Meo aveva incollato la sua fotografia, mente la busta paga proveniva da un'azienda del Veneziano con però i dati corrispondenti a un'altra ditta del Napoletano. L'uomo è stato quindi arrestato in base all’articolo 497/bis del codice penale - possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi - ma questa mattina Alessia La Placa ha emesso l'ordine di scarcerazione in quanto - come recita una sentenza di cassazione - non è possibile arrestare chi non viene colto in flagranza nel falsificare il documento. Di Meo è stato quindi solo denunciato a piede libero per truffa e uso di documento falso valido per l'espatrio. 

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