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Studente bocciato si suicida: la lettera agli studenti

Dopo il tragico suicidio del 16enne dell'istituto Rossi, i genitori del comitato del Rossi, scrivono una lettera aperta ai ragazzi: "Siamo pronti ad ascoltarvi"

"Carissimi ragazzi, tutti noi siamo stati colpiti dalla morte di F. Il gesto estremo compiuto da un ragazzo della vostra età, un nostro figlio, un figlio di questa comunità, non può che ferire nel profondo ognuno di noi". Sono le prime parole della lettera aperta del comitato dei genitori del Rossi di  Vicenza, dopo la tragedia di Dueville.

"Quello che strazia ciascun adulto, genitore, professore, è il senso di solitudine vissuto in quel momento da F.; il fatto che possa aver avuto la percezione di trovarsi solo e di essersi sentito incompreso. Di aver pensato di essere causa di qualche problema o di essere lui stesso il problema. E' un dolore che devasta. E se non riusciamo a farvi comprendere che nessuno di voi è solo ed abbandonato a se stesso, perchè è parte di questa collettività, se non riusciamo a farvi comprendere che ognuno di voi troverà sempre, nella comunità scolastica, qualcuno pronto ad ascoltarlo, in qualsiasi momento, allora abbiamo fallito - scrivono - Nessuno di voi può sentirsi inadeguato, semplicemente perché non lo è. Voi siete le piante che stanno germogliando e devono ancora svilupparsi. Una pianta uò avere più o meno bisogno di cure, a seconda della propria natura, ma prima o poi ognuna di esse maturerà e darà i suoi frutti e sarà fondamentale per la società".

"Voi siete il futuro - proseguono -  Siamo certi di questo, perchè noi prima di voi, e i nostri genitori prima di noi, abbiamo vissuto e provato le vostre stesse sensazioni di disagio ed incomprensione che ora vivete voi. Ma accadrà che crescendo comprenderete qual è il vostro ruolo nella società e quanto siete importanti per essa, per noi, per tutti. Ricordate che, quando tutto sembra perduto, parlare con una persona adulta, pronta ad ascoltarvi, può far emergere soluzioni che potrebbero sfuggirvi e farvi vedere illato migliore delle cose. Ma questo può farlo chi usa la ragione e domina le emozioni. La morte non ha rimedio, è una non soluzione. Chiediamoci se c'è qualcosa che ha un valore più grande della vita stessa. La risposta è No. Vivere è l'esperienza più bella e necessaria per imparare che ognuno di noi è importante per gli altri. Le difficoltà si superano insieme".


"La comunità scolastica di cui voi siete parte fondamentale ed imprescindibile dovete sentirla come la vostra famiglia allargata. E' lì che potete trovare la forza; nell'unione, nella solidarietà e nella condivisione - concludono - Sappiate che il fallimento è la strada per imparare. Ognuno di noi impara sbagliando. Anche il professore più preparato ha vissuto i suoi piccoli o grandi fallimenti. Ma quando sentite il bisogno di parlare, di confidarvi, di chiedere consiglio, sappiate che anche noi genitori di altri vostri compagni siamo pronti ad ascoltarvi , consolarvi e magari consigliarvi. Soprattutto non esitate a chiederci aiuto, nessuno vi giudicherà.Noi siamo presenti per ognuno di voi. Un abbraccio dai genitori di questa scuola".

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