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Sabato, 25 Maggio 2024
Cronaca Sovizzo

Strage del Bardo, famiglia vicentina in aula contro Costa Crociere

Il 18 marzo del 2015 la famiglia Gonzato di Sovizzo riuscì a scampare alla tragedia e oggi è pronta a presentare alla compagnia crocieristica un risarcimento dei gravi danni morali subiti. Costa Crociere: "Risponderemo nelle sedi opportune"

A quasi due anni dall'attentato al museo del Bardo di Tunisi, che costò la vita a 24 persone, il caso torna alla ribalta. Due famiglie di turisti veneti, residenti a Sovizzo e Castel d’Azzano (Verona), scampate alla strage, assistite dallo studio legale 3A, hanno citato in causa la compagnia Costa Crociere chiedendo il risarcimento dei gravi danni morali subiti.

Le citazioni sonon state depositate nei giorni scorsi nei tribunali di Vicenza e Verona, con prima udienza già fissata, rispettivamente, per il 3 e 15 maggio. Secondo quanto reso noto dallo studio legale 3A ci sarebbe un retroscena: all'epoca dei fatti li comandante della Costa Fascinosa, Ignazio Giardina, avrebbe rassicurato tutti i crocieristi all'arrivo della nave a Tunisi il 18 marzo del 2015, nonostante tutte le autorità mettessero in guardia dall'elevato rischio di azioni terroristiche.

Sulla base di queste rassicurazioni molti turisti avrebbero deciso di partecipare senza problemi alla visita guidata nel centro della città e al museo del Bardo organizzata da Costa, e venduta direttamente sulla nave al prezzo di 83 euro a persona, andando così incontro a un tragico destino: cinque delle 24 vittime dell'attentato, e 8 dei 45 feriti, erano imbarcati sulla Fascinosa.

Come precisato dai legali delle due coppie scampate alla strage: "I coniugi Forante, di Castel d'Azzano (Verona), stavano scendendo dall'ormai tristemente noto bus C27 quando il mezzo venne investito per 15, interminabili minuti da raffiche di mitra che causarono la morte di quattro passeggeri e il ferimento di molti altri. Lo stesso terrore vissuto dai coniugi Gonzato, di Sovizzo, che invece al momento dell'attentato si trovavano già all'interno del museo. Si sono salvati per puro miracolo e sono riusciti a riguadagnare la nave solo in modo rocambolesco e dopo molte ore: ore di disperazione anche per i figli della coppia veronese (10 e 8 anni), rimasti a bordo affidati al servizio custodia minori della Fascinosa e che, sentito dell'attentato e non vedendo tornare i genitori, hanno creduto a lungo che fossero morti"

"Anche se fisicamente i turisti veneti sono rimasti incolumi - spiegano i legali - la terribile esperienza ha lasciato dentro di loro cicatrici incancellabili e pesanti ripercussioni psichiche: hanno maturato un disturbo post traumatico da stress, con stati di ansia accompagnati da manifestazioni psicosomatiche, insonnia, incubi, ricordi ricorrenti della scena terroristica. La loro vita non è più la stessa. Per ottenere giustizia e un equo risarcimento, tramite la consulente personale Linda Mazzon, si sono così rivolti a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che si è subito attivata chiedendo i danni a Costa in ragione della sua condotta “leggera” e poco trasparente". 

Costa Crociere, dal canto suo, fa sapere che è "a conoscenza del caso in questione, per il quale peraltro siamo stati citati in causa. Per questo motivo lasciamo ogni approfondimento nel merito alle sedi più opportune".

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