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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Schio

Società di recupero e raccolta rifiuti provoca un danno allo Stato di oltre 2 milioni di euro

La mala condotta aveva portato i Comuni ad un aumento della Tassa comunale sui rifiuti - Ta.Ri. per coprire i costi di funzionamento dell’impianto. A giudizio cinque amministratori

Non prestenta alcuna tariffa “al cancello” per il conferimento dei rifiuti, società in house partecipata da numerosi Comuni dell’Alto-vicentino, responsabile della raccolta, recupero e trattamento di rifiuti nel territorio di riferimento finisce nei guai.

I finanzieri del Comando provinciale di Vicenza hanno infatti inviato alla procura regionale della Corte dei conti di Venezia una notifica in relazione alle condotte dell’amministrazione di una società che avrebbe cagionato un danno erariale da mancata entrata di circa 2 milioni e 200 mila euro.

Nel dettaglio, le attività hanno permesso di ricostruire come l’impresa a capitale pubblico avesse applicato dal 2011 al 2021, una tariffa di conferimento dei rifiuti “autodeterminata”, in quanto mai sottoposta al vaglio degli organi competenti, insufficiente per coprire costi industriali e oneri fiscali, al mero fine di preservare esigenze di mercato e, di conseguenza, ponendosi in contrasto con il perseguimento dell’interesse pubblico.

Tale scelta ha determinato un duplice pregiudizio economico: da un lato, le imprese private hanno beneficiato di costi di smaltimento rifiuti inferiori rispetto a quelli previsti dalla normativa di settore e, dall’altro, la copertura dei costi di funzionamento dell’impianto è stata fatta gravare in capo ai cittadini, fruitori finali del servizio.

Per coprire i costi di funzionamento dell’impianto, difatti, i Comuni soci, in sede di programmazione del piano economico-finanziario, hanno dovuto sostenere uno sforzo economico maggiore che ha comportato un aumento della Tassa comunale sui rifiuti - Ta.Ri. – per le imprese e le famiglie residenti nei municipi interessati.

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