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Emergenza aria, varato il piano provinciale "in 3 tempi"

Tre i tipi di misure su cui si muove il Piano:emergenziali, cioè di applicazione immediata; strutturali, con obiettivi di qualità nel medio-lungo periodo; promozionali, per incentivare e sostenere comportamenti virtuosi

L’aria del vicentino non può aspettare: mentre Regione e Ministero dell’Ambiente sono impegnati ad elaborare il nuovo Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, la Provincia propone un Piano di Azione Provinciale da condividere, e soprattutto attuare, con tutti i Comuni del territorio.

La bozza, redatta dal gruppo di lavoro formato da Provincia, Comuni e Arpav, è stata presentata questa mattina al Tavolo Tecnico Zonale composto da Arpav, dai 121 Sindaci e dalle 4 aziende sanitarie. A coordinare l’incontro l’assessore provinciale all’ambiente Antonio Mondardo affiancato dal responsabile dell’ufficio Aria della Provincia Andrea Baldisseri e dal responsabile Servizi Ambientali Arpav Ugo Pretto. “Il problema delle polveri sottili è ormai cronico –ha esordito Mondardo- con ripetuti superamenti degli standard di qualità dell’aria pure a fronte di una linea di tendenza positiva di riduzione delle concentrazioni. Non è pensabile che il blocco del traffico di un singolo comune possa avere risultati significativi: serve che ci muoviamo tutti assieme, perché l’aria non conosce confini e sono i Sindaci i primi responsabili della salute dei concittadini.”

Sarà la Regione a dettare gli interventi strutturali necessari al risanamento dell’aria, ma sin da subito tutti i Comuni sono chiamati ad assumere comportamenti virtuosi, tenendo presente che le stesse linee guida del nuovo piano regionale sposteranno l’attenzione dalle città agli agglomerati. “E’ necessaria un’azione comune –ha precisato l’assessore- il più possibile organica e condivisa, che costituirà poi la base del Piano Regionale. L’obiettivo, per ora, è individuare misure di intervento minimale, efficaci non in sé ma grazie alla loro applicazione generalizzata a livello provinciale.”

Tre i tipi di misure su cui si muove il Piano: emergenziali, cioè di applicazione immediata e con funzione “tampone” di mitigazione; strutturali, cioè aventi l’obiettivo di raggiungere obiettivi di qualità nel medio-lungo periodo; promozionali, per incentivare e sostenere comportamenti virtuosi generalizzati.


Le misure di emergenza sono legate a periodi prolungati di superamento del limite di concentrazione di polveri sottili nell’aria, sono quindi incisive ma hanno carattere temporaneo. Riguardano per lo più le abitazioni private e prevedono la riduzione di un grado centigrado per le temperature massime concesse, la riduzione di due ore al giorno per il funzionamento degli impianti termici, il divieto di utilizzare impianti di combustione a biomasse in presenza di impianto termico a combustibile tradizionale. In ambito agricolo e di cantiere prevedono il divieto di combustione all’aperto delle biomasse.

Le misure strutturali si sviluppano sul medio e lungo termine, per cui è necessario adottarle quanto prima per coglierne il prima possibile i risultati. Riguardano gli edifici e prevedono da parte dei Comuni l’adozione di regolamenti per la certificazione energetica e la riduzione degli oneri di urbanizzazione in relazione a interventi di edilizia bioclimatica o finalizzati al risparmio energetico. Sempre ai Comuni è richiesto di intervenire per vietare sia in estate che in inverno la climatizzazione di cantine, ripostigli, scale, box e depositi nelle abitazioni. Divieto anche di usare olio combustibile in ambito civile su tutto il territorio comunale.

Anche per le misure promozionali si caldeggia un’attuazione immediata, in modo da creare nel lungo periodo un’abitudine da parte dei cittadini a comportamenti virtuosi. Si prevedono politiche di Green Procurement pubblico e privato per “acquisti verdi”, promozione della bioedilizia, promozione della realizzazione di percorsi ciclo-pedonali protetti. "Sono tutte azioni concrete e soprattutto realizzabili –conclude Mondardo- inutile puntare su blocchi del traffico e sul maggiore utilizzo del trasporto pubblico se poi non offriamo servizi in grado si supportare le nostre scelte. Meglio puntare sulla sinergia tra pubblico e privato e su un impegno che, se attuato in maniera generalizzata, può dare risultati importanti.” Il Piano di Azione Provinciale verrà pubblicato sul sito internet della Provincia di Vicenza (www.provincia.vicenza.it) con aggiornamenti costanti sugli interventi che ogni Sindaco metterà in pratica.

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