Scritte con svastica contro Liliana Segre, l'amara scoperta su un palazzo del centro

E' comparsa nei giorni scorsi su un muro la frase: "Liliana Segre ai forni". Dal sindaco di Vicenza, al sottosegretario all'Interno, al governatore Zaia la condanna al vile gesto

La senatrice a vita LIliana Segre

Su un palazzo vicino al centro di Vicenza, è comparsa nei giorni scorsi una scritta razzista contro la senatrice a vita Liliana Segre accompagnata da una svastica. “Ancora una volta siamo di fronte ad un gesto vile che inneggia alla violenza e al razzismo”, ha dichiarato il sindaco della città del Palladio Francesco Rucco.

“Sono a condannare questo episodio e a ribadire che dobbiamo continuare sulla linea del ricordo di tutte le persone vittime delle atrocità del nazismo e di tutti i totalitarismi”, ha sottolineato il primo cittadino.

Sull'episodio si è espresso anche il sottosegretario all'Interno Achille Variati: "Ancora una volta siamo spettatori di un atto stupido, quanto funesto. Ma ancora una volta sento di manifestare pubblicamente la mia solidarietà personale e politica alla Senatrice Liliana Segre memoria storica della Shoah, sopravvissuta all’Olocausto e oggi sotto scorta per le ripetute minacce antisemite, figlie del clima di odio creato in Italia".

"Sento - conclude Achille Variati - come uomo e come politico, la voglia e la necessità di combattere contro l'odio, il razzismo e il negazionismo che cercano, banalmente, di dare una cornice agli istinti più bassi e beceri"."

Non è tardato ad arrivare il commento del governatore Zaia: “Distolgo per un attimo l’attenzione dal problema che è ormai diventato, per me, vita quotidiana H24: quello del coronavirus - ha dichiarato - Non posso non dire quello che penso davanti a ciò che sta accadendo, in riferimento alle scritte comparse a Vicenza. E’ vergognoso che esistano ancora negazionisti ed antisemitismo: stiamo parlando di uno sterminio che ha riguardato più di 6 milioni di ebrei, il 70% della popolazione ebraica in Europa”.

“Siamo davanti ad un tema, quello dell’Olocausto, che rappresenta una delle pagine più vergognose ed orride della nostra umanità- conclude -  La memoria deve essere coltivata affinché questo non accada più. Il ricordo dei 75 anni dalla liberazione di Auschwitz, non dev’essere un amarcord per nostalgici, ma è quanto di più attuale di quello che si possa pensare. Quelle scritte vanno tolte dal muro e condannate, senza se e senza ma”.

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