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Sabato, 25 Maggio 2024
Cronaca Schio

Schio, legittima la satira sexy sull'assessore, a Cassola assolti in 13 dopo le critiche al sindaco

Due sentenze rafforzano l'esercizio di critica politica. La Corte d'Appello da ragione a Giampaolo Resentera per la vignetta sexy sull'ex vicepresidente del consiglio comunale. A Cassola salvi in 13 dopo le critiche ai Pasinato

Critica politica e satira a prova di tribunale nel vicentino. Due le sentenze in materia che in questi giorni hanno coinvolto la vita politica di Cassola e Schio. Come riportato nella versione cartacea de Il Giornale di Vicenza, in entrambi i casi il giudice ha dato ragione ai querelati per le critiche fatte a membri della amministrazioni comunali. 

A Schio, escono vincitori dalla diatriba giudiziaria il giornalista Giampaolo Resentera e l'editore Tulio Menin. La Corte d'Appello ha, infatti, ribaltato la sentenza del tribunale che aveva condannato i due a pagare 50 mila euro a Maria Loreta Bertoldi, volto noto della politica locale ed ex vicepresidente del consiglio comunale, dopo la pubblicazione di una foto satirica sul periodico "Schio" nel 2005. 

All'epoca dei fatti, Bertoldi aveva fortemente criticato la giunta di centrosinistra con un a lettera al periodico. Non senza polemiche il giornale era stato ritirato dalle edicole per volontà dell'editore, mossa che prese alla sprovvista perfino l'allora direttore Resentera. Nelle pubblicazioni seguenti, all'interno della pagina di satira erano comparse una vignetta, fortemente ironica, rappresentante la politica e un foto con il nome della Bertoldi associato ad una donna nuda. Nelle due espressioni satiriche il giudice non ha trovato nulla di lesivo, ora maria Loreta Bertoldi dovrà restituire i 50 mila euro ricevuti dopo la prima sentenza. 

A Cassola, invece, sono state archiviate le posizioni di 13 persone dopo le critiche feroci mosse al sindaco Silvia Pasinato nel 2012 durante il dibattito politico sulla vicenda del gassificatore. Nel mirino della critica era finito anche Antonio Pasinato padre del sindaco e, a sua volta, consigliere comunale, ex sindaco ed ex senatore. 

Padre e figlia avevano querelato tredici persone dopo la discussione nata on line e in consiglio comunale sulla possibilità di creare un impianto di recupero di materia da rifiuti proprio a Cassola. L'opposizione capitanata da Celestina Tessarolo di Cassola Democratica, aveva accusato i due politici di aver taciuto del progetto dopo esserne venuti a conoscenza ben prima che il dibattito pubblico entrasse ne vivo. I toni, sia on line che in consiglio comunale, si erano alzati velocemente coinvolgendo anche alcuni semplici cittadini. I Pasinato decisero allora di sporgere querela. 

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