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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca Via Rodolfi

Scandalo al Pronto Soccorso: spuntano anche foto di cadaveri

Continuano ad emergere nuovi dettagli sulla gara sadica via whatsapp tra 6 infermieri e due medici del San Bortolo, dei quali due in servizio. Una dei 6, non presente il giorno della gara, avrebbe fotografato un'anziana arrivata al Pronto Soccorso priva di vita e con impressionanti fratture alle gambe. L'ULSS smentisce

Una cena scellerata, la pianificazione della gara con l'assegnazione dei punteggi, poi, il giorno successivo, un pomeriggio su whatsapp a suon di aghi, cannule e cateteri. E' la ricostruzione, riferita da Il Giornale di Vicenza,  del primario del Pronto Soccorso del San Bortolo Vincenzo Riboni sulla genesi e lo svolgimento della sadica gara tra due medici e sei infermieri del suo reparto.  "Non è vero" si difendono in coro gli accusati, che hanno anche una registrazione del faccia a faccia tra loro e Riboni, consegnata all'ufficio legale dell'Ulss 5. 

Non solo. Una degli "Amici di Maria", questo il nome del gruppo, tempo prima avrebbe fotografato un'anziana arrivata al PS prima di vita, con impressionanti fratture alle gambe, ed avrebbe poi fatto circolare l'immagine. Il punto è se questi comportamenti costituiscano reato, visto che non è è alcuna prova che gli accusati abbiano realmente usato aghi e cannule più grandi senza necessità e solo per vincere la competizione; inoltre nessun paziente ha segnalato diessersi sentito "usato" o deriso o danneggiato. 

Per il primario però è una questione di etica, a prescindere dalla rilevanza penale di questa condotta, e anche di grave danno al rapporto di fiducia tra personale sanitario e pazienti. Gli risponde il sindacato autonomo Nursind e anche il Tribunale del Malato: "I lavoratori sono abbandonati a se stessi, con turni massacranti". 
 

Nel tardo pomeriggio, l'ULSS 6 Vicenza ha emesso un comunicato stampa, dichiarando che: “con riferimento alla presunta realizzazione o diffusione di scatti fotografici relativi a pazienti del Pronto Soccorso, in relazione alla nota vicenda della chat tra alcuni operatori del Pronto Soccorso stesso, l'’ULSS 6 Vicenza nega che l’ufficio legale aziendale abbia acquisito nel corso del procedimento disciplinare elementi atti a documentare tale realizzazione o scambio di immagini”.

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