Rossano, badante erede di oltre 3 milioni di euro ma è una truffa

Una 54enne residente nel Vicentino era riuscita a farsi nominare erede universale da una coppia di anziani coniugi ma, secondo la magistratura, si è trattato di circonvezione di incapaci

Era riuscita a instaurare un rapporto di interessata fiducia, per condizionare la già debole volontà della coppia, senza parenti stretti. Non è credibile che due persone oculate abbiano lasciato, anzi regalato, il loro patrimonio a una perfetta sconosciuta". Queste le parole con cui il pm Francesco Tonon ha descritto nella sua requisitoria la badante che per soli due mesi si occupò di una coppia di coniugi, riuscendo quindi in 77 giorni a farsi nominare erede universale di un patrimonio di 3 milioni di euro. Nei confronti della donna, come riportano i quotidiani locali, martedì pomeriggio, Tonon ha chiesto la condanna a tre anni di carcere. La sentenza del giudice è attesa per il prossimo 6 marzo.

CIRCONVENZIONE D'INCAPACE. 54 anni, residente a Rossano, nel Vicentino, secondo l'accusa, la badante, di origini moldave, avrebbe raggirato con l'inganno due anziani coniugi, un ex docente universitario di Storia romana, affetto da Alzheimer, e la moglie, ex professoressa di Lettere alle scuole medie, affetta da demenza senile. L'accusa contestata è di circonvenzione d'incapace. A portare alla luce la presunta truffa era stato l'amministratore di sostegno a cui era stata affidata la tutela dei beni dell'anziana coppia. Marito e moglie erano entrambi ospitati in una casa di riposo di Galliera Veneta. Il personale della struttura avrebbe informato l'avvocato di un episodio sospetto: la badante si sarebbe chiusa in camera con i due coniugi e un legale, e avrebbe fatto firmare due documenti agli anziani, con tutta probabilità proprio i due testamenti olografi che la decreterebbero erede universale di beni per un patrimonio complessivo che supererebbe i 3 milioni di euro. Due appartamenti in città, una casa a Cittadella, terreni agricoli ad Onara di Tombolo e conti bancari.

I TESTAMENTI. Peccato che in precedenza, quando la coppia era in grado di intendere e di volere, avesse deciso di devolvere immobili e denaro all'istituto Bertollo di Cittadella e all'Opera della Provvidenza Sant'Antonio. E, invece, alla morte dei due professori, sarebbero saltati fuori i due testamenti che nominavano erede di ogni cosa proprio la badante che, licenziata in tronco dall'amministratore di sostegno, aveva avuto a che fare con i due anziani appena 77 giorni.

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da PADOVAOGGI

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