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Cronaca Zugliano / Via Roma

Finge di essere stata sequestrata e rapinata per truffare il compagno

La denuncia dei carabinieri è stata fatta ai danni di una cittadina rumena, B.G.A., che il 24 ottobre scorso aveva simulato una rapina con sequestro in casa, a Zugliano. In realtà si era intascata i soldi

I carabinieri  hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza, la cittadina rumena B.G.A., ritenuta responsabile di avere simulato una rapina in abitazione, asseritamente subita verso la fine dello scorso mese.

Nel primo pomeriggio del 24 ottobre scorso, giungeva alla centrale operativa di Thiene una richiesta di intervento, poiché era stata perpetrata una rapina in un’abitazione di Zugliano in via Roma nr. 101, nel corso della quale una giovane donna, appena maggiorenne, era stata legata per le mani ad una sedia e le era stata tappata la bocca con del nastro isolante, da due individui che si erano introdotti in casa, da una porta-finestra lasciata aperta. Gli stessi si erano poi dileguati, dopo avere sottratto la somma in contanti di 1.500,00 euro ed un telefono cellulare.

Immediatamente sul posto venivano inviate delle pattuglie della Stazione di Thiene e del Nucleo Operativo, per le indagini. La giovane donna dichiarava che i due malviventi, durante le fasi della rapina, si erano espressi in lingua rumena e, prima di legarla e di asportare il denaro ed il telefono, avevano chiesto del suo convivente. Quindi terminato il raid predatorio, avevano lasciato un biglietto manoscritto in lingua rumena, con la seguente frase: “siamo tornati”, il che lasciava intendere che il reato fosse maturato nell’ambito della loro comunità.

Le indagini intraprese nell’immediatezza, facevano emergere, sin dalle prime battute, delle stranezze e delle incongruenze, che inducevano gli investigatori ad approfondire la questione, senza tralasciare alcun elemento. Nella mattinata di domenica 4 novembre il convivente della giovane rumena si presentava spontaneamente in caserma e riferiva di avere rinvenuto tra gli effetti della compagna, la somma di euro 1.500,00, il telefono cellulare in questione e la sim card spezzata in due parti. Tutto questo coincideva con le risultanze delle prime investigazioni effettuate proprio nei confronti dell’utenza telefonica rapinata, che facevano presagire una vera e propria simulazione. Infatti il monitoraggio della scheda telefonica non dava alcun segno di vita.

La donna, alla domande dei militari, ovviamente negava ogni addebito, ma le prove raccolte a suo carico erano tali da fare scaturire la denuncia a piede libero, alla Procura della Repubblica di Vicenza. Il denaro recuperato veniva restituito al convivente, mentre il cellulare e la scheda venivano sequestrati, per ulteriori accertamenti.

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