Rapinano e sequestrano un ottantenne, agli arresti un sardo e un siciliano

La squadra mobile di Vicenza rende noto il risultato di una complessa operazione di polizia: gli investigatori non escludono altri sviluppi

Due giovani maggiorenni si intrufolano nell'appartamento di un pensionato di ott'antanni in zona Parco cittá a Vicenza. Lo imbavagliano e lo derubano. La polizia di Stato coordinata dalla procura berica indaga in silenzio e pochi giorni fa risale ai presunti autori del crimine. L'esito della operazione è stato reso noto stamani alla questura di Vicenza dai vertici della squadra mobile. I due arrestati sono due giovanissimi: un trapanese ed un sardo, M.A. e B.W., cittadini italiani incensurati, entrambi di origine nordafricana.

                                           Schermata 2019-11-16 alle 13.37.09-2 Schermata 2019-11-16 alle 13.36.55-2

Secondo gli investigatori conducevano una vita apparentemente «normale nelle rispettive famiglie». Tuttavia la professione dei due arrestati, vendevano porta a porta contratti di fornitura energetica per una società padovana non coinvolta nelle indagini, potrebbe aver dato alcuni spunti per portare a segno uno o piú episodi delittuosi.

«Siamo molto soddisfatti per la accuratezza delle indagini e per la rapidità di queste ultime, che abbiamo condotto a 360 gradi anche con l'ausilio della scientifica» fa sapere il dottor Lorenzo Ortensi della squadra mobile di Vicenza il quale spiega che la richiesta di arresto per i due indagati è stata avanzata dal pubblico ministero Barbara De Munari e convalidata dal Gip Massimo Gerace. I giovani sono stati arrestati nelle rispettive province di residenza ossia Trapani ed Oristano grazie all'intervento degli adetti delle questure del luogo.

Ma c'è di piú. Ortensi spiega che nonostante gli arresti l'operazione è ancora in corso ed è coperta dal riserbo. Gli investigatori stanno vagliando alcuni episodi accaduti sempre nel Vicentino per valutare se siano riconducibili all'operato dei due arrestati. Nell'ambito della medesima operazione, sottolineano in questura, c'è poi un terzo indagato. Si tratta di un cittadino italiano maggiorenne emiliano di origine nordafricana che operava prevalentemente nel Padovano. L'uomo è a piede libero. I detective della questura stanno cercando di capire se l'uomo abbia o meno dato vita ad un sodalizio criminale stabile con gli altri indagati.

Tuttavia Ortensi durante il briefing di stamani con i colleghi si è soffermato sulle modalità con cui i due hanno avrebbero agito. «È lo stesso Gip a scrivere nella ordinanza di convalida dell'arresto» riferisce proprio Ortensi, a parlare di «cinismo». I due indagati infatti nella notte della rapina avrebbero sottratto all'ottantenne alcune centinaia di euro. Poi nella sua abitazione avrebbero avuto accesso al PC dell'uomo, piú segnatamente al servizio di home banking dell'anziano. Grazie all'interfaccia web avrebbero aumentato il massimale per il prelievo. E poche ore dopo, nel centro di Milano avrebbero prelevato oltre duemila euro in contanti. È possibile che in quel frangente le telecamere in una con le tracce lasciate dai telefonini degli indiziati abbiano permesso di risalire alla loro identità. Secondo il racconto della vittima i due, che oltre alla rapina sono accusati di sequestro di persona, avevano il voto in parte travisato. «Fortunatamente sul pensionato non si sono consumati atti di violenza - dice Ortensi - anche se l'ottantenne svegliato soprassalto, legato e imbavagliato, ha patito uno shock psicologico non da poco».

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Il colpo sarebbe durato una decina di minuti. Uno dei due rapinatori, secondo le accuse, sarebbe entrato da una finestra. Poi avrebbe aperto la porta al complice. Un attimo dopo i due avrebbero portato a compimento il loro disegno lasciando il pensionato legato e imbavagliato. Nonostante lo shock quest'ultimo però non si sarebbe perso d'animo tanto da liberarsi da solo dopo un quarto d'ora per poi, spiegano gli investigatori, chiamare i vicini per un primo soccorso. Poco dopo sarebbe scattata la segnalazione alla questura Berica che è intervenuta dando di fatto il via alle indagini.

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