Cronaca

Rapina a mano armata alla ditta orafa, 10 arresti: i criminali aiutati da un dipendente

I carabinieri sono riusciti a ricostruire le dinamiche dell'assalto e individuare i responsabili dell'assalto all'azienda. I malviventi avevano portato via un bottino da più di 60 mila euro dopo aver legato i dipendenti

La sede dell'azienda

C'è anche un dipendente infedele tra i protagonisti nell'assalto avvenuto in un'azienda orafa di Cassola. Un complice del commando armato che ha lasciato aperto una porta di servizio per far entrare i rapinatori.

Nella giornate di venerdì e sabato i  militari del N.O.R. - Compagnia Carabinieri Bassano del Grappa hanno arrestato su ordinanza del GIP di Vicenza 10 persone, ritenute responsabili della rapina alla ditta galvanica «GMP» di Cassola avvenuta il 24 settembre 2020, con varie accuse che vanno da rapina pluriaggravata in concorso, porto abusivo di arma in concorso e simulazione di    reato per un indagato. In carcere sono finiti Kacem Jemili, Felice Spavento, Antonio Rosi, Dario Russo, Marco Bonotto, Carlo Alberto Scudiero e Giovanni Flachi,  la misura degli arresti domiciliari è stata invece applicata nei confronti di Riccardo Zonta e di quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Luigi Pompeo e Giosiana Beretta.

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Il 24 settembre 2020, alle ore 12:30 circa, tre individui travisati, di cui due armati di pistola, irrompevano all’interno della Gmp e, dopo aver immobilizzato gli unici due dipendenti presenti in quel momento durante la pausa pranzo legando loro le mani con delle fascette da elettricista, si sono impossessati di metalli preziosi in lavorazione per un valore stimato di oltre 62mila euro. Quindi i rapinatori si sono dileguati a bordo di una Fiat Cinquecento di colore bianco, condotta dal quarto complice, risultata oggetto di furto apparentemente consumato in Milano ai danni di Luigi Pompeo, risultato poi di fatto il fornitore dell’autovettura, avendone denunciato falsamente l’avvenuto furto due giorni prima.

Gli autori della rapina erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza durante la fuga a bordo di un’autovettura.  I carabinieri hanno subito avviato le indagini con l’effettuazione di posti di controllo nel territorio e con l’analisi dei fotogrammi e filmati dei varchi dei circuiti di video sorveglianza comunali, analisi dei filmati delle imprese ubicate nelle immediate vicinanze dell’ azienda rapinata, disamina dei dati di traffico telefonico, testimonianze di una pluralità di persone e con ausilio delle intercettazioni telefoniche. 

L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, con il pm Carunchio, aveva portato nella notte di martedì 13 ottobre 2020, a soli 19 giorni dalla rapina, all'arresto da parte dei carabinieri della Compagnia Torino Mirafiori, su input degli investigatori di Bassano, di Antonio Rosi e Dario Russo, entrambi ricercati, appartenenti al commando d’assalto. Le attività  investigative sono poi proseguite attraverso l’esame di un’enorme mole di dati, come testimonianze e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che hanno permesso di identificare gli autori che, a vario titolo, avevano pianificato e commesso la rapina. Un'impronta  papillare acquisita   in   fase  di sopralluogo sulla scena del crimine è stata inviata al R.I.S. di Parma che l’ha associati a Luigi Spavento. 

Al termine delle indagini sono scattati gli arresti. Alle ore 6 di venerdì scattavano le operazioni nelle città di Bassano del Grappa, Colceresa, Cassola, Barletta, Milano, Napoli e Ceriano Laghetto (MB). Jemili, Spavento, Rosi e Russo sono stati indicati come gli esecutori materiali della rapina mentre Zonta, dipendente della ditta «GMP» ora ai domiciliari, aveva fornito al gruppo criminale le informazioni necessarie a compiere il delitto, lasciando loro volutamente aperta una porta antipanico.

Giosana Beretta è invece stata colpita dall’obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria di Cesano Maderno (MB) per aver fornito alloggio a Rosi e Russo durante i giorni antecedenti la rapina. In carcere sono finiti anche Scudiero e Bonotto per aver agevolato la condotta criminale degli esecutori materiali anche nelle fasi antecedenti la rapina, garantendo loro la logistica, eseguendo sopralluoghi preparatori al delitto e facendo da «staffetta». Le porte della cella si sono aperte anche per Flachi, in quanto promotore e organizzatore della rapina mentre Pompeo ha l'obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria di Milano per aver fornito l’autovettura utilizzata per compiere la rapina simulandone il furto. 

Rapina all'azienda orafa: 10 arresti

Individuati e arrestati gli autori della rapina a mano armata, avvenuta il 24 settembre scorso a Cassola ai danni della ditta di lavorazione metalli preziosi “GMP s.n.c.”. Sono in tutto 10 i provvedimenti restrittivi eseguiti dai carabinieri per il colpo che aveva fruttato un bottino di 62mila euro.  L'indagine dei militari di Bassano del Grappa ha permesso la ricostruzione della vicenda, attribuendo specifiche accuse relative al ruolo di ogni componente della banda. 

L'assalto alla ditta orafa, specializzata nella lavorazione dei metalli preziosi, era avvenuto in pieno giorno. I malviventi, armi in pugno e passamontagna sul volto, erano entrati all'interno dell'azienda e, dopo aver imbavagliato e legato i dipendenti, hanno fatto man bassa di oro e argento per decine di migliaia di euro per poi fuggire in sordina. All'esterno, infatti, nessuno si era accorto dell'azione criminale. A chiamare i carabinieri gli stessi dipendenti che alla fine sono riusciti a liberarsi e dare l'allarme. 

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