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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Ransomware, oltre 250 aziende vicentine colpite: cosa fare

Il sostituto commissario Gianfranco Volpin e l'assistente capo Sebastiano Baccio della polizia postale di Vicenza mettono in guardia le aziende dal virus che cripta i dati e chiede un riscatto: "Si installa anche senza aprire alcun allegato". I consigli degli agenti

Arriva via mail, si autoinstalla, anche senza aprire alcun allegato, cripta i dati e chiede un riscatto: si tratta della versione più recente dei ransomware, i virus che da oltre 25 anni colpiscono computer in tutto il mondo e svuotano le tasche degli utenti. Sono oltre 250 le aziende vicentine che hanno denunciato alla polizia postale di essere state colpite ma il fondato sospetto è che siano molte di più. 

"Negli anni gli attacchi dei pirati ricattatori sono diventati sempre più raffinati - spiega l'assistente capo Sebastiano Baccio - E soprattutto più mirati. I ransomware vengono inviati via mail soprattutto ad ip statici, riuscendo così a criptare intere banche dati contenute nei server aziendali. L'ultima versione agisce senza bisogno che si apra alcun allegato: è sufficiente che il messaggio raggiunga una delle caselle di posta dei computer in rete". 

Cosa fare a questo punto? "Non c'è nulla da fare, purtroppo, se non pagare - prosegue Baccio - Si tratta di cifre che vanno dai 500 ai 2mila euro, in bitcoin, e, piuttosto che perdere i propori archivi, gli imprenditori scelgono di pagare. Una volta effettuato il versamento, seguendo la procedura guidata, il ransomware produce un codice che consente di decriptare i dati". 


"Quello che raccomandiamo a tutti gli utenti di internet, dai provati cittadini alle grandi aziende, è di dotarsi di software antivirus aggiornati e di effettuare spesso il backup dei dati, che devono essere conservati in un hard disk scollegato dalla rete - aggiunge il sostituto commissario Gianfranco Volpin - L'unico modo per tutelarsi dagli attacchi dei pirati informatici è quello di investire in sicurezza". 

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