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Cronaca

Profughi pagati a Vicenza per due anni, Zaia: "Tsunami finanziario"

Decine di milioni l'anno solo in Veneto per procrastinare praticamente sine die il contributo di 35 euro al giorno pro capite a migranti in attesa di essere valutati dalle commissioni per lo status e di quelli che ricorrono contro il diniego

"Lo tsunami finanziario e procedurale causato dalla gestione caotica dell'immigrazione firmata dalla premiata coppia Renzi-Alfano sta per arrivare: decine di milioni l'anno solo in Veneto per procrastinare praticamente sine die il contributo di 35 euro al giorno pro capite a migranti in attesa di essere valutati dalle commissioni per lo status e di quelli che ricorrono contro il diniego; centinaia, probabilmente migliaia di ricorsi sulle spalle dei giudici che dovranno lavorare circa un anno per ogni caso; prospettive di rimpatrio dei non aventi diritto in quanto migranti economici, che sono i due terzi, meno di zero".


Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia lancia un nuovo "allarme immigrazione" legato ai costi e ai tempi delle procedure che, "in teoria - sottolinea - dovrebbero concludersi con il rimpatrio dei non aventi diritto". "Il Veneto -precisa Zaia - non si tirerà mai indietro se c'è da aiutare i veri sofferenti e, con i suoi 517 mila stranieri residenti, è un modello di accoglienza e integrazione seria, ma qui siamo di fronte a un insulto", "un insulto ai tanti Italiani e Veneti ridotti in povertà dalla crisi che 35 euro al giorno per almeno due anni se li sognano". "Apprendiamo - incalza Zaia - che in una sola provincia Veneta, Vicenza, il costo di questa ingiustizia potrebbe arrivare a 26 milioni di euro in due anni. Non si può e non si deve fare". 

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