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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Pistola giocattolo sulla scena del crimine, a processo due colleghi di Massimo Zen

Manuel Cancarello, 45 anni e Chiristian Liziero, 46enne, entrambi di Paese e dipendenti del gruppo di sicurezza privata Battistolli, devono rispondere, a vario titolo, di favoreggiamento e interferenza nelle comunicazioni dei carabinieri. La Procura gli imputa un comportamento che avrebbe dovuto avvalorare la tesi della guardia giurata che sparò e uccise, il 22 aprile del 2017, Manuel Major a Barcon di Vedelago

E'iniziato oggi, 15 marzo (con l'udienza filtro) il processo a Manuel Cancarello, 45enne, e Christian Liziero, 46 anni (entrambi di Paese), i due colleghi della Battistolli di Massimo Zen, la guardia giurata 49enne che il 22 aprile del 2017 sparò e uccise a Barcon di Vedelago Manuel Major, 36enne giostraio che stava fuggendo in auto dopo aver realizzato dei colpi ad alcuni bancomat. Per quei fatti Zen ha ricevuto una condanna, in abbreviato, a nove anni e sei mesi, mentre il pubblico ministero Gabriella Cama aveva chiesto 14 anni.

Cancarello e Liziero sono accusati a vario titolo di favoreggiamento nell'omicidio di Major e interferenza nelle comunicazioni dei carabinieri. In particolare il 45enne sarebbe l'uomo che ha piazzato la pistola giocattolo ritrovata a ridosso della strada in cui era avvenuta la sparatoria, che avrebbe dovuto indurre gli inquirenti ad avvalorare la tesi della legittima difesa di Zen, che aveva detto di aver risposto al fuoco proveniente dalla Bmw con dentro Major Jody Garbin e Euclide Major. Liziero (come Cancarello) avrebbe invece intercettato le comunicazioni dei carabinieri con una apparecchiatura sintonizzata sulle frequenze protette dell'Arma.

Secondo l'accusa la notte del 22 aprile del 2017 Zen posizionò la sua auto di traverso lungo via Pomini a Barcon di Vedelago, al fine di impedire o rallentare il passaggio della vettura sulla quale viaggiavano i malviventi, autori quella stessa notte di alcuni assalti ad alcuni bancomat. La guardia giurata esplose tre colpi di pistola Glock, in direzione dell'autovettura, uno dei quali, attraversando il parabrezza lato passeggero, centrò al capo (nella zona temporale destra), Manuel Major che era alla guida della Bmw in fuga, morto qualche giorno dopo il ricovero.

Fonte: Trevisotoday

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