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Ponte di Nanto, rapina finisce nel sangue: un morto, aggiornamenti

Secono le prime informazioni, un episodio di rapina, martedì in tarda serata, nel punto vendita di via dell'Artigianato, è culminato con una sparatoria e c'è una vittima

E' di una vittima il bilancio della rapina avvenuta martedì sera alle Gioiellerie Zancan, a Ponte di Nanto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Secondo le prime informazioni, i malviventi avrebbero ingaggiato un conflitto a fuoco ed uno è rimasto ferito mortalmente. 

Secondo quanto si apprende dai militari, tre uomini avrebbero preso a mazzate la vetrina del negozio mentre altri due li aspettavano su altrettante auto, un' Audi A8 e una Renault Laguna. Qualcosa è andato storto e, mentre uno dei banditi sarebbe rimasto bloccato all'interno, gli altri sono fuggiti verso Noventa. Sarebbero stati esplosi alcuni spari da un benzinaio nei pressi, che ha assistito alla scena. Poi ha inizio la fuga ma, pochi chilometri dopo, l'auto sarebbe sbandata. L'uomo, con la ferita letale, è stato trovato a bordo, mentre i complici sarebbero fuggiti. 

LA RICOSTRUZIONE  La vittima era alla guida di una Renault Laguna familiare uscita di strada affrontando una curva ad angolo retto a poche centinaia di metri dalla gioielleria presa di mira. Non e' escluso che l'autista abbia perso il controllo della vettura dopo essere stato colpito dal proiettile. L'uomo e' stato trovato dai carabinieri riverso nell'auto, in una pozza di sangue, con il passamontagna ancora indossato e privo di documenti. Ad abbandonarlo alcuni suoi complici che viaggiavano con lui e che dopo l'uscita di strada, rimasti illesi, sono saliti su un'Audi 8 sulla quale si trovavano altri componenti della banda.

Gli investigatori mantengono ora uno stretto riserbo sulla vicenda: non sarebbe ancora possibile stabilire se a ferire a morte il malvivente sia stato un colpo di fucile esploso da un benzinaio che si era armato alla vista dei banditi o se l'uomo sia stato ucciso da 'fuoco amico' durante la sparatoria seguita al tentativo di rapina. Le tracce del conflitto a fuoco in ogni caso sono evidenti anche su alcune auto parcheggiate nell'area attorno al negozio. Al momento dell'assalto all'interno della gioielleria Zancan si sarebbe trovata da sola la commessa che alla vista dei criminali con il passamontagna ha bloccato la bussola d'ingresso scatenando il furore degli assalitori che hanno iniziato a colpire le vetrine con pesanti mazze. Immediata sarebbe stata la reazione del benzinaio verso il quale i malviventi fuggendo hanno rivolto il fuoco con armi lunghe, probabilmente kalashnikov e pistole.


Quasi due anni fa, il 15 marzo 2013, la stessa gioielleria, una tra le piu' note del vicentino, era stata oggetto di una rapina messa a segno da 4 banditi con un bottino da un milione di euro. Quella sera era andato in scena un copione che probabilmente i malviventi volevano replicare oggi: un malvivente si era fatto aprire la porta blindata facendo da apripista ai complici che una volta dentro immobilizzarono il titolare e la moglie.

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