Cronaca

Pfas, il Cipe dà il via libera: stanziati 80 milioni di euro contro l’inquinamento

L'obiettivo è quello di ridurre la concentrazione dei composti chimici utilizzati per la fabbricazione di materiali resistenti ai grassi e all'acqua sul bacino Fratta-Gorzone

Giovedì sono stati approvati in via definitiva al Cipe i piani operativi ambiente per i fondi di Sviluppo e Coesione: il governo stanzierà gli 80 milioni di euro necessari agli interventi ambientali sul bacino Fratta-Gorzone, finalizzati  alle misure di contrasto dall'inquinamento da Pfas nelle acque della provincia di Vicenza e Verona. 

La scadenza avvenuta lo scorso anno dell'accordo di programma per il Fratta-Gorzone e la necessità del suo rinnovo, avevano già dato l'occasione per intervenire confermando che i fondi già esistenti (23 milioni di euro) dovevano rimanere investiti per il trattamento dei fanghi. Ora con il finanziamento di questi ulteriori 80 milioni anche la parte aggiuntiva dell'accordo per ridurre la concentrazione dei Pfas nelle acque del bacino idrico potrà essere definita.

L'ultimo passaggio sarà al tavolo dei sottoscrittori dell'accordo che, attraverso questo addendum specifico sui Pfas, renderà operativo lo stanziamento fatto dal governo. Il ministero dell'Ambiente sta inoltre fornendo tutto il supporto scientifico per poter affrontare la problematica nel modo più efficace possibile. Il governo con lo stanziamento complessivo di oltre 100 milioni di euro a tutela delle risorse idriche del bacino Fratta-Gorzone conferma la sua attenzione ai temi ambientali e in particolare a quelli che riguardano il Veneto e Vicenza.

I consiglieri regionali del Pd Orietta Salemi e Stefano Fracasso commentano con soddisfazione la notizia.“Un passaggio importante che dimostra l’attenzione sul tema del Governo, che dalle parole è passato ora ai fatti. Adesso che i fondi sono stati messi nero su bianco, alla Regione e ai gestori del servizio idrico il compito di selezionare gli interventi di bonifica e di risanamento nel territorio. L’invito è di lavorare uniti e con decisione in modo da non perdere ulteriore tempo e dare risposte ai cittadini che stanno subendo le conseguenze di questo danno ambientale”.

“Ora i fondi ci sono, la Regione non ha più scuse e deve trovare immediatamente le fonti di approvvigionamento alternative per gli acquedotti contaminati”. Questo il commento della consigliera regionale Cristina Guarda.

“Si tratta di un ottimo risultato – afferma Guarda – ottenuto con il lavoro di squadra che ha visto coinvolti la sottoscritta, l’On. Filippo Crimì e il Governo. Le promesse sono state mantenute e la Regione non può più dire che mancano i soldi. Ora che i fondi ci sono, Zaia e la sua Giunta ci dicano quali sono i progetti definitivi per le nuove fonti di approvvigionamento per l’acquedotto di Lonigo e per mettere in sicurezza tutto il resto del territorio contaminato".

"Sono passati tre anni da quando l'istituto superiore di Sanità scrisse alla Regione per dire che oltre alle misure di urgenza doveva progettare una nuova rete di acquedotti per la distribuzione di acqua non contaminata e per evitare quindi i pesanti costi dei filtri - conclude Guarda - A questo punto i cittadini hanno il diritto di sapere se la Regione è pronta ad agire immediatamente o no. Agli slogan la Regione faccia seguire i fatti. Ne va della salute dei veneti!”.

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