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Pfas, tutto quello che c'è da sapere: ecco il vademecum

Le sostanze nocive, sversate per decenni nelle falde acquifere del Veneto, hanno ormai contaminato buona parte dell'Ovest Vicentino. Ecco i punti salienti della vicenda

In un lungo approfondimento apparso sul quotidiano online veneto Vvox.it, il reporter Marco Milioni fa il punto sulla spinosa questione della contaminazione da Pfas del territorio vicentino. Di seguito ne riportiamo i punti salienti.

COSA SONO I PFAS

I Pfas (sostanze perfluoro alchiliche)sono in estrema sintesi dei composti chimici impermealizzanti utilizzati in svariati prodotti, dai tessuti alle stoviglie fino ai composti anti-incendio. Secondo la comunità scientifica, tali sostanze sarebber onocive per il sistema ghiandolare e provocherebbero ipercolesterolemia, coliti ulcerose, malattie tiroidee, tumori del testicolo e del rene

AREA INTERESSATA DALLA CONTAMINAZIONE

Il fenomeno riguarda 350-400 mila abitanti residenti lungo i fiumi Agno-Guà sino al Fratta Gorzone (Ovest Vicentino, Bassa Padovana, Bassa Veronese, e alcune zone del rodigino e del veneziano).

ORIGINE

La principale indiziata è l'azienda tessile Miteni di Trissino (all'inizio nota come Rimar, Ricerche Marzotto) che opera dagli anni 70. La proprietà passa di mano prima ai giapponesi e poi ai tedeschi di Weylchem che però fanno capo ad una holding con base finanziaria in Lussemburgo. La Miteni ha cessato nel 2011 la produzione di Pfas più pericolosi, ha sempre respinto le accuse e ha attaccato le altre imprese della concia.

MISURE DI PREVENZIONE

Sono stati finora adottati da Comuni interessati e Regione i filtri a carbone attivo. In Italia non ci sono limiti di legge precisi che regolamentino la soglia massima di Pfas nelle acque. Un primo biomonitoraggio adottato dalla Regione ha riscontrato la presenza di Pfas nel sangue di 60 mila veneti.

ACQUA CONTAMINATA. MA IL CIBO?

Sebbene la Regione abbia escluso (ma senza diramare documenti ufficiali) la presenza di Pfas nella catena alimentare, alcuni esperti affermano il contrario alzando l'allarme in particolare sui campi agricoli e sul pesce.

LA POLITICA

I comitati vogliono una legge che imponga limiti di tollerabilità dei pfas prossimi allo zero mentre Regione e Governo si rimpallano le responsabilità. Zaia ha chiesto a Renzi di stanziare circa un 1 miliardo in dieci anni per risolvere il problema.

BONIFICA

Gli interventi non possono essere superficiali. Occorrerebbe ripensare l'intero modello economico produttivo del tessuto industriale del Nordest.

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