Pfas, svuotamento della Miteni: le prescrizioni dei vigili del fuoco

Domani, martedì, si decide sullo svuotamento dello stabilimento di Trissino. In un documento, i paletti dei pompieri che, se non rispettati, potrebbero bloccare la delicata operazione

Riunione in prefettura (foto Marco Milioni)

Entro la serata di domani, martedì, la Miteni, la spa di Trissino al centro di un maxi caso di contaminazione ambientale, dovrà presentare il cronoprogramma per il cosiddetto svuotamento da sostanze pericolose che sono stipate negli impianti della fabbrica che ha recentemente dichiarato fallimento. La situazione è delicatissima.

VOCI DALLA REGIONE

Da alcune indiscrezioni giunte dalla direzione ambiente della Regione Veneto, il comando provinciale vicentino dei vigili del fuoco avrebbe inviato agli enti interessati un vademecum molto dettagliato con una serie di prescrizioni stringenti senza le quali lo stesso comando difficilmente rilascerà il suo nulla osta all’inizio delle operazioni. Le quali peraltro avranno corso in impianti sottoposti a direttiva Seveso: ovvero il massimo grado di pericolosità nell’ambito di specie.

Una delle prime preoccupazioni dei vigili del fuoco è quella per cui sia attivato un monitoraggio rigorosissimo per le barriere ambientali. Fra queste ci sono le barriere idrauliche, che sono, detto alla grossa, quei pozzi di filtraggio col loro funzionamento di ventiquattro ore al giorno permettono che la contaminazione del sottosuolo e della falda sia in qualche modo contenuta.

«CATALOGARE I RIFIUTI»

Un altro passaggio chiave del vademecum, che sarebbe giunto sulle scrivanie dei funzionari direttamente interessati il 9 novembre 2018 poco prima delle 19.00, riguarda la specifica della categoria di pericolosità «delle sostanze di produzione intermedie» nonché dei «dei rifiuti». Anche questo è un passaggio estremamente delicato dacché da quest’ultimo si intuisce chiaramente che questo tipo di controlli non era stato preventivato nel cronoprogramma inizialmente definito dall’azienda poco prima o poco dopo che questa fallisse. Di più, secondo la nota redatta dai vigili del fuoco andrebbero poi «aggiornati i possibili scenari incidentali vista la contestuale modifica del sito e della produzione». Anche perché per «gli scenari ipotizzati è necessario un approfondimento della possibile interazione individuando le idonee misure di protezione collettiva e individuale».

OBBLIGHI STRINGENTI

Ora, come mai i vigili del fuoco siano stati così determinati nello stabilire questi paletti per definire il cronoprogramma dello svuotamento, solo i giorni a venire potranno dirlo: a partire dai chiarimenti che gli enti e la società saranno chiamati a fornire durante la riunione del tavolo incaricato della approvazione dello stesso cronoprogramma. Tavolo che potrebbe tenersi in prefettura, al comune di Trissino o addirittura nella sede dello stabilimento. Su questo versante c’è un altro elemento che fa capolino.

IL GIORNO DELLA VERITÀ

Il 9 novembre proprio durante la riunione del tavolo operativo finalizzato a delineare il cronoprogramma per lo svuotamento della Miteni, al quale hanno partecipato diversi enti e che ha visto la partecipazione anche di un amministratore di nomina politica (l’assessore all’ecologia del comune di Trissino Gianpietro Ramina), è emerso che per quanto concerne la squadra di emergenza interna alla Miteni, non erano stati «esplicitati nominativi» di riserva. Se sia la semplice mancanza di una indicazione o se effettivamente manchi uno o più elementi della squadra di riserva e soprattutto a che cosa eventualmente sia dovuta questa mancanza, al momento non è dato sapere; ma sarà compito delle autorità preposte fare luce al riguardo: a partire dal tavolo in calendario domani.

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