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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Pfas, Regione contro Greenpeace: "Lanciano falsi allarmi"

L'assessore all'ambiente Bottacin: "Stillicidio di presunti esperti che presentano dati non suffragati dai rigorosi protocolli scientifici necessari:li perseguiremo presso le sedi opportune"

L'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin passa al contrattacco sulla questione Pfas: "Si sta  assistendo ad uno stillicidio di presunti esperti che presentano dati non suffragati dai rigorosi protocolli scientifici necessari. Ciò procura paura e allarmismo. Le quantità in gioco, miliardesimi di grammo in un chilo di substrato, non lasciano spazio ad apprendisti stregoni".

Il riferimento in particolare è a Greenpeace e ai dati sulle acque che sarebbero "incontrovertibilmente smentiti da Arpav attraverso analisi svolte con metodi ufficiali. Chi lancia allarmi gratuiti smetta di concentrarsi sul dito ma guardi la luna. Anche perché, sia chiaro, la Regione perseguirà presso le opportune sedi questi creatori di allarme".

"Anche relativamente alla problematica della presenza di sostanze Pfas nei prodotti utilizzati nell’industria, il Veneto si dimostra all'avanguardia essendo la prima Regione in Italia ad aver affrontato la questione. non appena si è riscontrata la problematica della possibile presenza di composti Pfas non segnalati in etichetta poiché inferiori all’1%, abbiamo sensibilizzato gli interessati sul tema.

E’ chiaro che ciò rappresenta una questione non secondaria, poiché il rischio concreto è che, mentre ci si concentra giustamente nella misurazione degli scarichi industriali delle aziende produttrici, ci sono moltissimi potenziali utilizzatori di prodotti in diversissimi settori industriali e non, che per ogni litro di liquido di prodotto utilizzato, potrebbero maneggiare un quantitativo corrispondente a ben 10 miliardi di nanogrammi di Pfas".

Ricordo  che il Veneto è l’unica Regione che si è mossa per la problematica di inquinamento da PFAS, pur essendo presenti tali sostanze anche nel Po, fin dal tratto piemontese, dove secondo il nota Studio del CNR-IRSA, ci sarebbe chi sversa addirittura 60 milioni di nanogrammi ogni secondo, nell’Arno, e nel Tevere".

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