Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Trissino

Pfas, Miteni: "Creato grave allarme sulla stampa"

L'azienda di Trissino interviene sull'indagine sanitaria fatta sui propri lavoratori e accusa: "Pubblicate ricerche definite parziali e incomplete dagli stessi autori"

L'azienda di Trissino Miteni, al centro della nebulosa vicenda di inquinamento da Pfas nelle acque, reagisce con una dura nota in merito alle notizie relative all'indagine sanitaria fatta sui propri lavoratori:

"Leggiamo sulla stampa - è scritto nel comunicato - conclusioni errate e infondate a cui sarebbe giunto lo studio presentato dal dott. Enzo Merler, affermazioni che stanno provocando grande preoccupazione tra i lavoratori di Miteni. Già da una prima analisi del documento appare del tutto evidente che i dati non esprimono quanto riportato. I risultati indicati si collocano in una variabile che comprende la parità tra dato atteso e dato riscontrato e non è pertanto giustificata alcuna conclusione circa una più elevata mortalità e tantomeno l’identificazione di patologie correlate all’ esposizione da pfas, sulla base di quanto descritto".

"E'’ opinione dell'’azienda - prosegue la nota - che sia del tutto inappropriata questa continua diffusione di dati che dagli stessi autori sono considerati preliminari, non conclusivi  e incompleti a fronte di studi attendibili, pubblicati e validati dalla comunità scientifica che esprimono quasi univocamente conclusioni diverse. Appare evidente inoltre che non è corretto confrontare i lavoratori dell'’industria con la popolazione intera del Veneto che è composta da stili di vita e territori molto diversi".

"Seguendo lo schema dei risultati - conclude Miteni - illustrati dallo studio bisognerebbe affermare anche che i lavoratori Mteni sono protetti dal tumore al polmone e dalle malattie ischemiche cardiache poiché la diminuzione di queste patologie è uguale all’aumento di altre che vengono invece definite preoccupanti. I risultati non solo non dicono quanto riportato ma è altrettanto evidente che con numeri così piccoli un singolo malato in più o in meno cambia completamente il risultato, e questo peraltro in assenza di qualsiasi analisi dei fattori di confondimento o di altre esposizioni, come peraltro esplicitato dallo stesso relatore. Le conclusioni non rispettano elementari regole scientifiche della statistica tra impostazione e conclusioni e creano allarme senza alcun motivo".

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