La ricerca Usa: i Pfas fanno male (anche) ai reni, soprattutto dei bambini

Il j’accuse è rilanciato dagli ecologisti della Valchiampo: «Ora per procura e Regione niente più alibi. Agiscano subito. Ciclo alimentare a rischio»

Giovanni Titta Fazio (foto Marco Milioni)

I Pfas fanno molto male ai reni. Lo rivela uno studio statunitense della Duke University della North Carolina. I contenuti dello stesso studio sono stati poi pubblicati sulla rivista scientifica della società di Nefrologia americana Cjasn.

A dare conto di questa importante novità con un breve intervento sul suo blog , novità che potrebbe avere conseguenze notevoli sull’affaire perfluorati che da mesi ha colpito il Veneto centrale, è Giovanni Fazio, medico arzignanese e volto storico di Cillsa, associazione ambientalista da anni radicata nel comprensorio Agno-Chiampo che domani, martedì, peraltro si riunisce in assemblea generale per fare il punto della situazione, anche in relazione alla nascita di un nuovo coordinamento che sta prendendo corpo nel distretto che si chiama Comitato Zero Pfas e raccoglie cittadini ed attivisti di Chiampo Trissino, Arzignano, Montecchio, Montorso.

«LE TOGHE SIANO INCISIVE»

Si tratta di una notizia rilevantissima, spiega il dottor Fazio, «che toglie ogni alibi a coloro i quali hanno sempre ostentato eccessiva prudenza, come ha fatto in passato pure il procuratore berico Antonino Cappelleri, nel mettere in stretta correlazione la presenza nel nostro territorio di queste sostanze con patologie decisamente preoccupanti». Fazio è un fiume in piena. Punta l’indice ancora verso Borgo Berga: «In procura c’è chi ormai finge di ignorare la esistenza di questi studi scientifici ben noti nella comunità medica che obbligherebbero le toghe ad agire con estrema incisività sul piano penale proprio perché è acclarato il nesso tra queste sostanze ed il danno alla salute dei cittadini».

Poi un’altra considerazione: «La serietà della indagine nonché la mole delle evidenze che hanno corroborato la ricerca della equipe coordinata da John Stanifer sono una sorta di pietra miliare in questo ambito scientifico» anche in considerazione del curriculum dello stesso Stanifer che all’università di Durham in North Carolina è ricercatore, nefrologo presso la clinica universitaria, nonché professore assistente presso lo stesso ateneo.

Per il medico arzignanese la ricerca che viene da oltre l’Atlantico ha il merito di avere dimostrato le pericolosità dei Pfas nelle patologie renali mettendo in relazione i propri risultati con quelli di altri studi grazie a riscontri epidemiologici, clinici, tossicologici, molecolari, istologici, e metabolici: «Mi domando - attacca Fazio - che cos’altro serva a lor signori per capire che la situazione è delicatissima».

IL TEAM DI ESPERTI

Tanto che sul blog di Fazio vengono riportate paro paro le conclusioni del team statunitense: «Tre studi epidemiologici effettuati sulla popolazione dimostrano l’associazione tra esposizione ai Pfas e bassa funzione renale... Proseguendo, in dieci studi tossicologici si sono dimostrate modificazioni istologiche a livello tubulare e cellulare provocate dall’esposizione ai Pfas… cinque studi farmacocinetici dimostrano che i reni sono la maggiore via di eliminazione dei Pfas... Infine numerosi studi dimostrano, per altre vie, che l’esposizione ai Pfas è collegata a malattie renali... Sono ormai accertate l’associazione tra Pfas e scarsa funzionalità renale e la prevalenza di malattia renale cronica nei soggetti esposti. Questi effetti sono sati riscontrati anche nei bambini... Ed è particolarmente preoccupante che i bambini abbiano una maggiore esposizione a queste sostanze chimiche rispetto agli adulti».

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