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l'auto coreana sequestrata durante il blitz dei carabinieri veronesi a Montegaldella nel Vicentino (archivio comando provinciale dei carabinieri di Verona)

l'auto coreana sequestrata durante il blitz dei carabinieri veronesi a Montegaldella nel Vicentino (archivio comando provinciale dei carabinieri di Verona)

«Pronti per assaltare i bancomat», bloccate due persone: dileguati i complici

È questo il bilancio di una operazione dei carabinieri di Verona portata a termine nell'Est vicentino durante il weel-end: già in corso le ricerche dei fuggiaschi. Sono stati sequestrati, esplosivi, un'auto e armi da fuoco. Gli arresti invece sono stati convalidati stamani

I carabinieri del «nucleo investigativo» del Comando provinciale di Verona, dopo un lungo lavoro di analisi ed osservazioni svolte nelle scorse settimane, hanno arrestato nella notte di sabato 5 settembre, nei pressi di un casolare nelle campagne di Montegalda nell'Est vicentino, due pregiudicati: un 50enne di Asolo nel Trevigiano e un 42enne di Camposampiero nel Padovano. L'accusa nei confronti dei due è di «di detenzione di armi ed esplosivi, ricettazione e riciclaggio». Lo si apprende da una nota del comando provinciale scaligero dell'Arma (guidato dal colonnello Pietro Carrozza) diramata nel primo pomeriggio di oggi 7 settembre 2020.
 
«Il sodalizio, composto oltre che dai due arrestati anche da altri complici riusciti a fuggire ed in corso d'identificazione si legge», si stava apprestando a compiere alcuni «assalti» a sportelli automatici Atm presso alcuni istituti di credito delle province venete. Questo sarebbe emerso dopo una analisi approfondita «del numeroso materiale rinvenuto all'interno» dell'auto sequestrata durante l'operazione dai militari, una Hyundai I30 bianca «risultata rubata ad un concessionario di Legnago nel Veronese e sulla quale erano state applicate delle targhe clonate».

Stando al racconto dei carabinieri l'operazione è scattata poco dopo la mezzanotte di sabato quando i soggetti sono arrivati a bordo dell'auto rubata nei pressi del casolare dove avevano nascosto le armi ed i congegni esplosivi. Non appena gli investigatori sono stati sicuri del nascondiglio sono intervenuti bloccando i due soggetti: «uno dei quali era alla guida dell'auto, mentre i complici riuscivano a dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti».

Le ricerche sono subito scattate con l'ausilio anche di un elicottero del nucleo aereo dell'arma che ha perlustrato «l'area sino al mattino, purtroppo senza esito». Ad ogni modo i militari «sono riusciti tuttavia a recuperare due pistole, delle quali una rubata ed una non censita, complete di munizioni e pronte a sparare». Sono stati recuperati poi sette congegni esplosivi «comunemente detti marmotte», già innescati e pronti per l'uso che contenevano complessivamente oltre un kilo di «materiale esplodente». In ultima è stata sequestrata anche una batteria per auto con la quale far deflagrare i congegni. 

Per di più è stato anche rinvenuto numeroso materiale per il travisamento nonché strumenti d’effrazione tra i quali un arnese artigianale utilizzato per scardinare le fessure d'erogazione del denaro e facilitare l'introduzione delle cosiddette marmotte. Gli arrestati, si legge ancora, sono stati accompagnati nel carcere di Vicenza dove sono stati trattenuti a seguito delle convalide degli arresti avvenute stamani. Le indagini proseguiranno per analizzare il materiale sequestrato nel corso dell'operazione.

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