Tezze su Brenta, sgominata banda di spacciatori del super hashish

Operazione "Blacklist". I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della locale compagnia hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre nordafricani

Nella mattinata di lunedì, a Padova, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Padova, nell’ambito di un'indagine denominata convenzionalmente "Black list", coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova Benedetto Manlio Roberti, hanno arrestato, in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice Cristina Cavaggion del Tribunale di Padova il 3 maggio 2017, M.F. 32enne, marocchino, senza fissa dimora, rintracciato a Foggia e, all’epoca dei fatti, dimorante a Tezze sul Brenta , ed M.E.G., 32enne, marocchino, residente a Lendinara (Rovigo); M.F., 40enne, marocchino, residente a Tezze sul Brenta, è sottoposto, invece, alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

ALTISSIMO PRINCIPIO ATTIVO. I tre arrestati, secondo l'accusa, erano specializzati nell'importazione di resina di hashish in forma di ovuli dal Marocco e dalla Spagna. I tre pusher riuscivano a manovrare oltre un chilo di hashish a settimana, destinato al mercato di Padova e provincia. L’indagine, iniziata nei primi mesi del 2016, ha permesso ai carabinieri di smantellare un'organizzazione criminale dedita al commercio di hashish, che giungeva sulla piazza patavina in ingenti quantitativi e con un altissimo principio attivo: solitamente l’hashish in commercio ha un principio attivo del 6% mentre la droga sequestrata ai tre arrestati e ai loro corrieri aveva un principio attivo del 19%. 

LE INDAGINI. "Le investigazioni si sono concentrate sui canali di approvvigionamento della droga nel tentativo di arginare i flussi verso questa provincia - si legge in una nota diffusa dai carabinieri - l’attività, articolata in più 'filoni', ha evidenziato, per i soggetti di maggior interesse investigativo, il loro inserimento stabile negli ambienti criminali ed è stato altrettanto possibile dimostrare come gli stessi gestiscano l’attività delittuosa in maniera organizzata, facendo leva su specifiche collaborazioni di connazionali conniventi, vantando plurime risorse dalle quali attingere lo stupefacente, localizzate in Lombardia. Allo stesso modo sono emersi consolidati contatti con soggetti residenti all’estero (Spagna e Marocco), attraverso i quali reperire lo stupefacente, così come verrà confermato attraverso i riscontri oggettivi acquisiti".

I "CORRIERI OVULATORI". Riscontri che, Tra aprile e agosto dello scorso anno, hanno consentito di effettuare i primi arresti in flagranza di reato, nei confronti di tre corrieri marocchini che avevano ingoiato ovuli di hashish per un totale di oltre sei chilogrammi: A.B.B.E., 30enne, marocchino residente a Siviglia (Spagna) "corriere ovulatore", trovato in possesso di 118 ovuli contenenti hashish, per un peso complessivo lordo pari a 1,274 chili. Lo straniero fu arrestato in stazione a Padova il 24 giugno del 2016, appena sceso dal treno partito da Roma alle ore 15.55 e arrivato a Padova alle ore 22.20. L'uomo era arrivato nella Capitale da Siviglia con volo aereo atterrato all’aeroporto di Fiumicino verso le ore 12.30. La droga era destinata a connazionali residenti in Tezze sul Brenta (Vicenza); R.B., 35enne, marocchino, residente a Lendinara (Rovigo), "corriere ovulatore", trovato in possesso di 47 ovuli di hashish, per un peso complessivo lordo pari a 500 grammi. Lo straniero fu arrestato il 16 luglio del 2016 alla stazione ferroviaria di Terme Euganee, a bordo del treno partito da Roma alle ore 15.55. L'uomo era arrivato a Roma da Siviglia con volo aereo atterrato all’aeroporto di Roma Fiumicino verso le ore 12.30. La droga era destinata ai connazionali residenti in Tezze sul Brenta (Vicenza); K.B., 34enne, "corriere" marocchino, residente a Brescia, e J.F., trovati in possesso di un quantitativo di hashish in ovuli per un peso complessivo lordo pari a 5,086 chili. I due vennero stati arrestati il 2 agosto del 2016 a Santa Croce Bigolina, frazione del comune di Cittadella.

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da padovaoggi.it

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