Omicidio Marano, chiesti 30 anni di reclusione per Angelo Lavarra

Ad oltre un anno dalla morte di Anna Filomena Barretta, l'ex marito rimane in carcere con l'accusa di omicidio nonostante lui abbia cercato di spostare l'attenzione degli investigatori sull'ipotesi di suicidio

In foto: Angelo Lavarra e Anna Filomena Barretta

Da oltre un anno si trova in carcere in quanto unico imputato per la morte dell'ex moglie. Oggi, giovedì 30 gennaio, come riporta Il Giornale di Vicenza, la procura berica ha chiesto  una condanna a 30 anni di reclusione. E' questa l'accusa avanzata nei confronti di Angelo Lavarra, 44 anni, marito separato ma convivente di Anna Filomena Barretta, la donna che, lo scorso 20 novembre 2018, è stata rinvenuta senza vita a causa di un colpo di pistola.

L’uomo, il giorno del decesso, aveva avvisato Suem e carabinieri sostenendo che la moglie si era suicidata con la pistola che lui, guardia giurata, teneva nell'armadio. Otto giorni dopo, al termine di un lungo interrogatorio, Lavarra venne sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio

Dalle prime risultanze degli investigatori era emersa una situazione della famigliare che non faceva presupporre la tragedia. Eentrambi originari di Massafra in provincia di Taranto, dopo anni di matrimonio, si erano separata consensualmente. Lei, cassiera al Carrefour di Thiene, si era presa un appartamento ma era spesso nella casa del marito, in via Moro a Marano, per andare a trovare le due figlie minorenni che erano state affidate al marito. I carabinieri, inoltre avevano escluso delle relazioni extra-coniugali sia da una parte che dall’altra.

In realtà, dietro a quel “quadretto familiare” c’erano delle ombre che non sono mai emerse del tutto. Tra i due c’erano infatti state delle liti in passato. Qualche anno fa la donna era infatti finita in ospedale per una botta al naso. Lei non aveva fatto nessuna denuncia ma aveva riferito che a procuragli le contusioni, guaribili in una decina di giorni, era stato il marito durante un diverbio. Un altro episodio, scoperto dagli investigatori, è stato poi certificato nel 2009, quando Anna aveva ricevuto degli schiaffi in viso da parte di Lavarra. Le liti si sono trasformate nella fine del rapporto. Le due figlie minorenni (che attualmente si trovano da dei vicini di casa) vengono affidate al padre al quale sono molte legate mentre - a quanto sembra - con la madre c’erano stati dei contrasti. 

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