Delitto di Marano: spunta l'amica dell'ex

Dai rumors di Marano agli atti formali degli inquirenti, tutto sembra convergere su un movente a sfondo sentimentale

Anna Filomena Barretta e Angelo Lavarra

Il fermo di Angelo Lavarra, da questa mattina accusato di essere l'omicida di Anna Filomena Baretta, sembra disegnare un giallo di provincia. Dai rumors di Marano agli atti formali degli inquirenti, tutto sembra convergere su un movente a sfondo sentimentale.

Sembrerebbe, e il condizionale è d'obbligo, che il Lavarra avesse una "simpatia" per una vicina di casa di origine siciliana e che questo potrebbe essere stata la molla che ha fatto scattare l'assassinio. La stessa che in questi giorni l'ha ospitato nella sua casa, in attesa della fine dei rilievi del Ris di Parma. Tutte parole da usare con estrema delicatezza visto che il G.I.P. non ha ancora convalidato il fermo della guardia giurata.

Di concreto c'è però il fatto che la "vicina" sia stata sentita dai carabinieri di Vicenza e che sia tornata a casa. Altro fatto di un certo rilievo è stata la reazione della sorella della vittima, che domenica ha cercato di incontrare Lavarra, lanciandogli accuse precise e costringendo i militari dell'Arma a intervenire con due macchine.

Difficile dire dove inizi la verità e finiscano le "chiacchiere di paese", di certo c'è la parola suicidio è scomparsa dal vocabolario di chi sta indagando. Come comunicato stamattina, non è stata trovata polvere da sparo nella prova dello stub effettuata sulla vittima. Ora la parola passa al G.I.P.

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