Omicidio di Montegaldella: convalidato il fermo, accusato ancora in coma

Nella tarda mattinata di martedì il giudice patavino Mariella Fino ha convalidato il fermo con custodia cautelare in carcere di Luigi Segnini, attualmente piantonato in stato di coma all'ospedale della città del Santo

La vittima, Marianna Sandonà

Mentre proseguono le indagini degli inquirenti per ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto sabato pomeriggio nei garage del condominio di via Amerigo Vespucci a Montegaldella, il giudice patavino Mariella Fino ha convalidato il fermo con custodia cautelare in carcere di Luigi Segnini, accusato di aver massacrato a colpi di coltello l'ex convivente Marianna Sandonà, e ferito gravemente l'amico di lei Paolo Zorzi.

L'accusato

Segnini, 38 anni, camionista di Torri di Quartesolo, si trova attualmente piantonato all'ospedale di Padova, in stato di coma farmacologico. La sua difesa è stata assunta in mattinata dall'avvocato Lorenzo Pellegrino, scelto dalla madre dell'accusato. Il legale ha appena preso possesso della documentazione a disposizione e non ha rilasciato dichiarazioni. 

La dinamica

Il quadro che stanno ricostruendo gli uomini del tenente colonnello Giuseppe Bertoli,  coordinati dal pubblico ministero Han Roderich Blattner, è di una violenza inaudita, un baratro che si è aperto sul terreno una separazione difficile e conflittuale. 

Dopo alcuni mesi di convivenza, la relazione si era interrotta un paio di mesi fa, per cause ancora sconosciute, e l'uomo era tornato a vivere con la madre, a Torri di Quartesolo. Da lì una sequenza di screzi tra i due ex, tanto che il 38enne aveva denunciato la vittima per lesioni e diffamazione mentre lei si era fatta assistere da un legale per la restituzione di oggetti di proprietà dell'accusato, stilando una dettagliata lista e facendosi assistere nel trasloco dall'amico Paolo. 

Ed è proprio durante la seconda tranche, che, nel garage, esplode la furia del Segnini. Prima colpisce con violenza Marianna, che vola a terra, poi accoltella Zorzi, intervenuto in difesa della donna, poi si accanisce sulla vittima, massacrandola con una quindicina di coltellate; infine rivolge l'arma verso se stesso, causandosi lesioni gravissime. 

I testimoni

Oltre alle evidenze sulla scena del crimine, gli investigatori si sono avvalsi di alcune testimonianze dirette, anche analizzando i telefonini di alcuni vicini che avrebbero filmato parte della tragedia. Sotto esame anche il cellulare della vittima. Marianna era molto spaventata e potrebbe averlo lasciato acceso. Manca ancora l'importante tassello costituito da una delle vittime, Paolo Zorzi, le cui condizioni sarebbero in migliramento, oltre alla versione dell'accusato. 

L'arma del delitto

L'attenzione dei carabinieri è puntata anche su quel coltello da sub che ha squarciato per sempre l'esistenza di Marianna. Non è ancora chiaro se Segnini l'avesse portato con sè da Torri di Quartesolo o facesse parte degli oggetti che era venuto a riprendersi. Un dettaglio fondamentale per far luce sulla premeditazione dell'omicidio. 

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