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Cronaca Centro Storico / Contrà dei Torretti

Omicidio coniugi Fioretto, arrestato l'esecutore 33 anni dopo i fatti

La sera del 25 febbraio 1991 moglie e marito vennero uccisi sotto casa, in contrà dei Torretti

I fatti si riferiscono alla sera del 25 febbraio 1991 quando l'avvocato civilista Pierangelo Fioretto venne ucciso a colpi di pistola al suo rientro a casa, intorno alle 20.15, in contra' dei Torretti, a Vicenza. Nell'agguato morì anche la moglie, Mafalda Begnozzi. 33 anni dopo i fatti, le indagini sono arrivate ad un punto di svolta.

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Vicenza, nella mattinata di martedì 11 giugni, hanno infatti arrestato Umberto Pietrolungo, ritenuto il responsabile del duplice omicidio, ora ristretto al carcere di Cosenza.

Fioretto, avvocato esperto in vicende di diritto societario e fallimentare, consulente di importanti aziende operanti nel territorio provinciale berico venne trovato in una pozza di sangue, ucciso da più colpi d'arma da fuoco. All'epoca dei fatti, il medico legale parlò d "colpi di grazia", esplosi quando i coniugi erano già a terra, per assicurarsi della loro morte. Al suolo vennero rinvenuti 17 bossoli calibro 7,65, due proiettili dello stesso calibro inesplosi e vari pezzi di piombo e camicie di prioiettile.

Gli sviluppi sulla vicenda sono recenti. Nel febbraio 2023, la Polizia Scientifica aveva accertato la concordanza tra i profili di dna rilevati su un guanto di pelle con dei cambioni biologici estratti da reperti sottoposti a sequestro dai carabinieri della Compagnia di Scalea quando venne ferito, con colpi d'arma da fuoco Roberto Martini, fatto accaduto a Cirella di Diamante, l'8 gennaio del 2022, all'interno dell'hotel San Daniele. Si trattatava di Umberto Pietrolungo, nato a Cetraro, in provincia di Cosenza, il 20 marzo del 1966.

Due soggetti, originariamnete ignoti, il cui profilo genetico era stato acquisito a distanza di più di 30 anni, in luoghi diversi, in realtà erano un unico soggetto.

Riesaminando le tracce papillari ritrovate sul silenziatore della pistola utilizzata utilizzata per uccidere Fioretto sono risultate possedere minuzie in comune con le impronte digitali di Pietrolungo, in occasione di un fermo di polizia effettuato in seguito ad una rapina consumata a Genova il 26 ottobre del 1991. E anora, i cartellini fotosegnaletici di Pietrolungo, hanno consentito di evidenziare quei tratti somatici che erano rimasti impressi dai testimoni del duplice omicidio Fioretto.

Il 58enne, ritenuto responsabile del duplice omicidio, dal 1982 al 2010 aveva avuto la residenza in provincia di Genova, a Cogoleto, e nel luglio del 1991, anno del duplice omicidio, era stato controllato a Milano insieme a due esponenti del clan Muto ed era stato denunciato per possesso ingiustificato di spray narcotizzante e di proiettili dello stesso calibro di quelli rinvenuti a Vicenza, il 25 febbraio.

Il 15 dicembre dello stesso anno venne accusato di sequestro di persona e rapina a mano armata consumati il 26 ottobre del 1991 a danno di un gioielliere.

Non solo, l'auto Alfa Romeo 75 vista ripetutamente transitare nelle vicinanze dell'abitazione dei coniugi Fioretto, il giorno dell'omicidio, è risultata essere oggetto di un furto commesso a Milano il 18 debbraio 1991 nononotante la denuncia fosse stata presentata solo il 26 febbraio, un giorno dopo il delitto, da una persona che oggi è deceduta ed è risultata essere un mero prestanome.

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