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Cronaca Sarcedo

Nel campo rom sparando all'impazzata: sequestrano il fidanzato della figlia

Una famiglia di normadi è partita da Sarcedo per riportare la figlia, fuggita a Milano, a Vicenza. Il gruppo è entrato nel campo sparando: arrestati la madre ed il fratello, il padre ed altri complici ricercati

Hanno fatto irruzione, sparando, nel campo nomadi di via Idro, Milano, per riprendersi la figlia fuggita con il fidanzato e prendere quest ultimo in ostaggio. Gli autori del blitz, una famiglia rom di stanza a Sarcedo, nel Vicentino, sono stati subito individuati dai carabinieri che hanno provveduto a liberare il giovane ed arrestato la madre ed il fratello della ragazza. Proseguono le ricerche dei complici. Leggi altri articoli sui NOMADI

L'episodio è avvenuto alle 23 di domenica. La ragazza era scappata nei giorni scorsi per raggiungere il fidanzato nel capoluogo lombardo, ma la famiglia è andata su tutte le furie e l'ha raggiunta, facendo irruzione nell'area. Il ragazzo è stato sequestrato sotto la minaccia di un coltello e portato a Sarcedo mentre lei è riuscita a fuggire, dopo essere stata picchiata, ed è riuscita a dare l'allarme. I militari sono immediatamente intervenuti, arrestando due degli autori del rapimento e stanno cercando gli altri.

Aggiornamento ore 14.30
I DETTAGLI Nel campo rom, si presentavano M.R., H.A.T. e, probabilmente altri due uomini, anch’essi nomadi, ed allo stato sconosciuti, allo scopo di riportare a casa M. S., 23enne, figlia dei primi due, che aveva intrapreso una convivenza con un ragazzo nomade e con il quale si era sposata con un rito ROM. Relazione questa fortemente osteggiata dalla famiglia. La ragazza, nonostante fosse stata bloccata dal padre, riusciva comunque a divincolarsi e fuggire. Nell’immediatezza i quattro, mediante la minaccia di una pistola, con la quale uno di questi aveva anche esploso in aria alcuni colpi, caricavano in auto il compagno della  ragazza, identificato in L. M., nato a Milano il 18/02/1994, in attesa di occupazione e fuggivano verso ignota destinazione. La giovane allertava il 113 raccontando accaduto. Il personale della polizia, intervenuto e raccolti gli elementi utili, avvisava i carabinieri di Thiene, in quando, verosimilmente, i quattro sequestratori con l’ostaggio stavano raggiungendo un non meglio specificato campo nomadi di Sarcedo, a bordo di una Fiat Punto bianca.

Immediatamente si provvedeva a dirottare la pattuglia verso un mirato controllo della zona ove dimora la famiglia, che è residente in Sarcedo via Ca’ Dotta nr. 7, già conosciuta al personale operante per diversi eventi. Verso le ore 02.40 di lunedì, dopo aver notato l’autovettura Fiat Punto bianca, di proprietà della nuora, H.P., nell’area pertinente all’abitazione degli stessi, si procedeva all’irruzione nell’abitazione, ove venivano rintracciati ed arrestati per sequestro di persona in concorso: H. A. T., nata a Sandrigo il 02/06/1971, coniugata, in attesa occupazione; M. R., nato Bressanone (BZ), il 24.11.1991, coniugato (figlio di M. R e H. A. T.), in attesa occupazione, il quale, pur non avendo partecipato all’azione delittuosa in Milano, di fatto, all’arrivo dei carabinieri, minacciava con un coltello il rapito, affinché non raccontasse dell’accaduto ai militari operanti. M.R., del 1968, si era già dato alla fuga unitamente ai due complici tuttora sconosciuti ed attivamente ricercati. L’attività permetteva di liberare il ragazzo sequestrato che, anche se affetto da evidenti problemi di deambulazione agli arti inferiori e superiori, veniva trovato in buone condizioni di salute. La perquisizione non ha consentito di rinvenire la pistola utilizzata per il reato.
 

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