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Domenica, 27 Novembre 2022
Cronaca

No Dal Molin, croci, cenere e fumo nell'anniversario del "sì" alla base

I sostenitori del movimento No Dal Molin hanno dato vita ad una doppia manifestazione per il decimo anniversario del via libera alla costruzione della base americana: sabato perfomance artistica in via Aeroporti a Caldogno, domenica sparsa cenere davanti agli insediamenti militari

Il 16 gennaio del 2007 il Governo Prodi diede il via libera alla costruzione della nuova base militare americana, dieci anni dopo i movimenti che lottarono contro quella decisione si sono ritrovati a manifestare, nella due giorni:

Sabato alle 16.30  al cono di volo di Caldogno, all'altezza di via Aeroporti 23, un centinaio di attivisti hanno dato vita ad una performance artistica che raccoglie il testimone di The Burrning Cemetery, l'opera-azione ideata da Alberto Peruffo, avvenuta a Bocchetta Paù il 7 agosto 2013. 

Il fumo rosso dei fumogeni e un piccolo fuoco hanno avvolto un cimitero simbolico costruito accanto alla recinzione della base.  Un'azione scenografica  utilizzata dai partecipanti alla manifestazione per dire ancora una volta No alla guerra. "La nuova base ha perso anche il suo senso strategico-militare, lasciando una ferita enorme sulla città. Noi tutti, donne e uomini contrari alla guerra, vogliamo costruire un percorso che possa ridare dignità alla nostra città e all'essere cittadini" Scrivono in un comunicato gli attivisti del Bocciodromo. Durante la manifestazione, inoltre, sono stati messi i cartelli "Non torneranno i prati" nei luoghi interessati dal passaggio del Tav. La stessa cosa è stata fatta nelle aree interessate dalle altri grandi opere nel vicentino e al Dal Molin.

Domenica mattina ha avuto luogo la seconda parte della manifestazione: a 25 anni esatti dell'inizio della Guerra del Golfo gli attivisti hanno sparso le ceneri de rogo del sabato davanti alle entrate degli insediamenti militari diffusi nel vicentino: oltre al Dal Molin, Camp Ederle, la Gendarmeria europea e Site Pluto. 

"Non torneranno i prati, finchè ci saranno le guerre" (foto di Luca Rigon)

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