Cronaca Arsiero

Insegnante travolto da un'auto a bordo strada muore dopo 4 mesi di agonia

Lungo la stessa strada, 13 anni prima, erano stati investiti e uccisi da una macchina anche i suoi genitori

Non ce l’ha fatta Paolo Borgo, il sessantatreenne di Arsiero  investito da un’auto lo scorso 28 gennaio mentre camminava lungo via Dei Longhi, tratto della Provinciale 350

Dopo 4 mesi e mezzo di agonia l’insegnante, è spirato martedì 11, all’ospedale Santorso.

Un destino crudele, quello della vittima, che è stato travolto, alle otto di sera, da una Volkswagen Polo condotta da un cinquantaquattrenne, residente anche lui ad Arsiero, A. C., lungo la stessa strada e poco distante dal punto in cui, nel 2011, erano stati investiti e uccisi da una macchina anche i suoi genitori.

Stimato docente di lingua e letteratura italiana da molti anni all’istituto tecnico tecnologico “Giacomo Chilesotti” di Thiene (“Ciao Paolo, tutta la nostra comunità ti augura buon viaggio” ha scritto la Scuola nel suo sito Internet) e ormai prossimo alla pensione, Borgo subito dopo l’incidente, rilevato dai carabinieri della stazione di Piovene Rocchette, era stato trasportato in condizioni disperate al Santorso in ragione soprattutto del gravissimo trauma cranico riportato ed era quindi trasferito nel più attrezzato ospedale San Bortolo di Vicenza e qui ricoverato nel Reparto di Rianimazione. Era riuscito a sopravvivere e a superare la fase acuta ed era stato quindi ricondotto all’ospedale di Santorso per la riabilitazione, ma, nonostante tutti i tentativi dei medici, anche dopo che è stato possibile togliergli la sedazione, è sempre rimasto in stato di semi incoscienza, non rispondendo agli stimoli esterni: fino al tragico epilogo dell’altro ieri.

Ciao Paolo-2

Borgo, che non era sposato e non aveva figli, lascia solo un fratello, che era già stato nominato dal Tribunale suo curatore speciale e che, per essere assistito, attraverso l’Area Manager per Vicenza e Verona Alessio Rossato, si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A.

La Procura berica, anche in seguito alla denuncia querela presentata dal fratello, aveva già aperto un procedimento penale per lesioni personali stradali gravissime in capo all’investitore, ma ora, con la morte del pedone, il capo di reato contestato diventa automaticamente omicidio stradale.

Il Pubblico Ministero inquirente ha posto sotto sequestro la salma e nelle prossime ore disporrà l’autopsia per confermare che il decesso sia stato dovuto unicamente ai politraumi riportati a causa dell’investimento. Una volta ultimate le operazioni peritali l’autorità giudiziaria rilascerà il nulla osta alla sepoltura e allora si potrà fissare la data dei funerali di Paolo Borgo, che saranno di certo partecipatissimi.

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