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Morte di Marta Lazzarin in sala parto, ispettori al San Bassiano

Come annunciato, gli ispettori hanno chiesto tutta la documentazione sanitaria relativa al caso della morte di Marta Lazzarin ma anche i protocolli che regolano il comportamento di medici e personale sanitario dall'inizio della gravidanza fino al parto. L'autopsia ha confermato la prima ipotesi: fu un'embolia causata dalla rottura della placenta

La commissione inviata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e' stata mercoledì, per circa tre ore all'ospedale di Bassano per raccogliere informazioni utili a fare chiarezza sulla morte di Marta Lazzarin. La donna, morta a 34 anni durante un parto indotto per la morte del bimbo che aveva in grembo, era una nota blogger esperta di turismo. Il gruppo di ispettori era composto da una decina di persone, compresi alcuni rappresentanti della Regione Veneto.

E' stata acquisita tutta la documentazione sanitaria relativa al caso ma anche i protocolli che regolano il comportamento di medici e personale sanitario dall'inizio della gravidanza fino al parto. Sono state poi ascoltate le cinque persone che hanno avuto direttamente in carico la donna e che per questo sono ora indagate dalla procura con l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Le audizioni sono poi state allargate anche ad altre persone presenti in reparto. Il direttore generale Giorgio Roberti ha affermato che "le domande hanno riguardato certamente aspetti medici e clinici oltre che di procedura, ma si sono anche soffermate su aspetti piu' squisitamente umani e di rapporti con la paziente". Per ora nessuno vuole sbilanciarsi e non vi sono indiscrezioni sulle conclusioni del lavoro della commissione. Lo stesso direttore generale ha precisato che solo i risultati dell'autopsia potranno chiarire se i medici abbiano fatto, come sono convinti, tutto quello che era in loro potere e nel modo corretto.


A seguito dell'autopsia operata martedì sul corpo della donna e sul feto si fa strada l'ipotesi che la morte sia sopraggiunta per un'embolia polmonare da liquido amniotico accumulato dopo che il sacco fetale si era rotto. Ottenuto il nulla-osta della Procura i familiari sperano di essere in grado di organizzare il funerale per la mattinata di sabato prossim.

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