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Morta sul colpo nell’impatto contro un camion, si va a processo

Raffaella Reniero fu travolta in via Pace a Chiampo a bordo della sua auto

Si è celebrata venerdì pomeriggio l’udienza preliminare per la morte di Raffaella Reniero, 48enne di Nogarole vittima di un incidente mortale contro un camion nel 2018. Il Gup, il dott. Matteo Mantovani, ha disposto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio stradale per N.R., 24enne di Zimella autista del camion. I familiari della vittima, assistiti in questa fase da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nei casi di omicidio stradale, attendono ora che il processo faccia definitivamente chiarezza su quanto successe nel giorno che ha per sempre cambiato la vita dell’intera famiglia.

Era la mattina del 15 dicembre 2018 quando Raffaela Reniero, che si trovava a bordo della sua Fiat Panda con la nipote, cercò di immettersi da via Privata Marmi nella trafficata via Pace, l’arteria che congiunge Chiampo ad Arzignano. Mentre effettuava la svolta, però, l’automobile fu travolta dal camion guidato da N.R., che non riuscì ad evitare l’impatto e, dopo aver cercato un estremo tentativo di scarto a sinistra, colpì il lato sinistro del mezzo e lo trascinò per una ventina di metri. Inutili gli immediati soccorsi, con la donna deceduta praticamente sul colpo a causa dei gravissimi traumi riportati. Solo fortunatamente ferita, invece, la nipote che si trovava sul sedile del passeggero.

Il pubblico ministero Cristina Carunchio, incaricata delle indagini preliminari, ha prontamente raccolto i rilievi delle forze dell’ordine e incaricato il perito Stefano Fracaro della consulenza tecnica necessaria a chiarire la dinamica dei fatti. Come riferisce Giesse Risarcimento Danni, dall’analisi tecnica, coadiuvata anche dai periti esperti in ricostruzioni di incidenti mortali del gruppo, è emerso come la signora Reniero non avesse correttamente calcolato i tempi di immissione in via Pace, non dando quindi la precedenza al camion, ma soprattutto che lo stesso stesse percorrendo quella via, caratterizzata da molteplici attraversamenti pedonali e accessi ad attività commerciali, ad una velocità superiore ai limiti consentiti e inadatta ad un mezzo pesante. «Impossibile chiarire inoltre - evidenzia Roberto Oliviero di Giesse - come mai l’ostacolo fu visto dall’autista del camion solo ormai in prossimità dell’impatto, come evidenziato dalla mancanza di segni di frenata».

«Purtroppo ancora una volta ci troviamo a commentare un incidente evitabile - conclude Roberto Oliviero di Giesse - in cui una vita è finita e quella di una famiglia è tragicamente cambiata. Attendiamo ora la prossima udienza il 21 ottobre. Niente può dare sollievo a chi perde un familiare, ma speriamo almeno che questo ennesimo caso contribuisca ad innalzare sempre di più il livello di attenzione e prudenza di chi si mette al volante».

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