Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Perseguitano e minacciano un prete, estorti oltre 370 mila euro in due anni

Il sacerdote, presidente di un'associazione di volontariato, ha ricevuto 14 mila telefonate dagli 11 indagati finiti nel mirino della guardia di finanza. Gli chiedevano soldi muovendolo a compassione ma quando il prete ha abbandonato il suo ruolo nell'ente caritatevole sono iniziate le minacce

Sono undici le persone coinvolte nell’operazione “Ricatti e bugie” della guardia di finanza padovana. Chiedevano soldi per i motivi più disparati a un anziano prete, fondatore e presidente di una nota associazione di volontariato. Ma quando il sacerdote, per età, si è dimesso dal ruolo nell’ente caritatevole, sono iniziate le minacce.

L’operazione

Alle prime luci dell’alba di martedì 18 maggio più di 70 finanzieri del comando provinciale di Padova, a conclusione di una delicata indagine coordinata dalla Procura, hanno dato esecuzione nelle province di Vicenza. Padova e Venezia e Vicenza a un’ordinanza nei confronti di 11 persone di etnia sinti. Per sei di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per altri quattro il divieto di dimora nei comuni della Regione Veneto e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un soggetto. L’ordinanza è stata emessa dal gip Domenica Gambardella, su richiesta del magistrato titolare delle indagini Giorgio Falcone che contesta i reati di circonvenzione di incapace e tentata estorsione ai danni di un anziano sacerdote, fondatore e presidente di una nota associazione nazionale di volontariato con sede a Padova. Sono state eseguite anche decine di perquisizioni nei confronti dei soggetti che sono indagati, a vario titolo, anche per atti persecutori e violazione di domicilio.

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I fatti

I militari della compagnia di Cittadella, come scrive Padovatoday, hanno portato alla luce insistenti richieste di denaro da parte degli indagati che sono riusciti a ottenere oltre 370 mila euro nell’arco di due anni, in contanti o mediante ricariche di carte prepagate. Sono arrivate tra luglio 2018 e luglio 2020 ben 14 mila telefonate al prelato, tanto che l’uomo ha cominciato a soffrire di un perdurante stato di ansia. Queste persone dicevano di aver bisogno di soldi per disgrazie familiari, incidenti, problemi giudiziari e muovevano a compassione il sacerdote. Poi, quando il prete ha abbandonato il proprio ruolo nell’ente caritatevole, gli indagati hanno cominciato a minacciarlo, gli dicevano che si sarebbero fatti del male se non li avesse aiutati. Ma lui non ne aveva più la possibilità. È stato a quel punto che il sacerdote si è rivolto alle forze dell’ordine, facendo scattare le indagini.

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