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Confessione schock agli agenti: "Non è finita", ex violento torna in carcere

L'estate scorsa era stato arrestato dopo che arrivò a terrorizzare la sua ex compagna, costringendola a stare rinchiusa in casa e culminò quando l'uomo appiccò il fuoco al cancello dell’abitazione dell’attuale compagno della donna

Durante un normale controllo gli agenti della Polizia locale hanno "involontariamente" placato gli intenti violenti di un 79enne in collega con la ex. L'uomo ha infatti espresso gravi minacce nei confronti della sua ex compagna asserendo che la questione non era ancora chiusa e lasciando presagire un brutto epilogo.

Protagonista della vicenda è un anziano che nell'aprile scorso, in una escalation di offese e minacce di morte, arrivò a terrorizzare la sua ex compagna, costringendola a stare rinchiusa in casa e culminò quando l'uomo appiccò il fuoco al cancello dell’abitazione dell’attuale compagno della donna. 

L'uomo, nella prima mattina del 28 gennaio scorso è stato arrestato (nuovamente) per atti persecutori nei confronti della ex compagna. Ritorno alla casa circondariale dopo una prima reclusione di tre mesi alla quale avevano fatto seguito gli arresti domiciliari previa apposizione del “braccialetto elettronico” che venne successivamente commutato in divieto di avvicinamento alla parte offesa nonché “obbligo di firma” presso la Tenenza dei carabinieri di Dueville.

É stato proprio durante il tragitto che stava percorrendo per portarsi a firmare dai carabinieri che sono accaduti i fatti da cui ne è conseguito il nuovo arresto. Causalmente fermato ad un posto di controllo della Polizia locale dell’Unione dei Comuni di Caldogno, Costabissara, Isola Vicentina, durante le fasi del controllo l’anziano si è lasciato andare a delle confidenze verso gli agenti, durante le quali ha rivolto delle gravi minacce nei confronti della sua ex compagna asserendo che la questione non era ancora chiusa e lasciando presagire un brutto epilogo.

Gli agenti hanno prontamente segnalato l’accaduto ai carabinieri di Dueville che contestualmente hanno avvisato l’ufficio del giudice per le indagini preliminari Roberto Venditti il quale, preso atto della vicenda, ha ritenuto di dover emettere un’immediata ordinanza di aggravamento di misura cautelare ordinando ai militari di procedere nuovamente all’arresto e di assicurarlo quanto prima ad un Istituto di pena ove lo stesso permarrà in attesa di essere interrogato, e comunque per il tempo ritenuto necessario al fine di garantire l’incolumità e la serenità della donna.

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