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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Max Wrist rispunta sulle strade di Modena, lettera al comandante Usa

Dopo le pazzie su due ruote del militare 33enne della Ederle, il presidente dell'associazione nazionale famigliari vittime della strada, Franco Piacentini, ha fatto appello al comandante della base americana per chiedere provvedimenti immediati

Da tempo spopola sui social network grazie a vere e proprie follie sulle strade del nord Italia, dove si lancia sfiorando i 300 km all'ora in sella a moto sportive. È Eugene Edward McMahel, il 33enne americano, noto con il nickname Max Wrist (a tutto gas, ndr), soldato della caserma Ederle balzato agli onori delle cronache e all'attenzione della giustizia nel territorio di Vicenza, dove risiede in quanto assegnato alla caserma dell'esercito americano a Ederle. 

Le sue "imprese" tra Secchia e Panaro non sono sfuggite a Franco Piacentini, presidente dell'Associazione nazionale famigliari vittime della strada, particolarmente attento alla mobilità locale. Piacentini ha raccolto e identificato tutti i video pubblicati da Max Wrist nella nostra provincia: due sulla superstrada Modena-Sassuolo, uno sulla SP 3 a Fiorano, uno sulla nuova bretella di Mirandola, un quinto sulla complanare Enaudi a Modena, uno tra la complanare e la Pedemontana, uno in via Trebbo a Maranello e infine un altro lungo la SP 569 nel comune di Castelvetro.

Una discreta mole di materiale in cui lo spericolato motociclista si esibisce a folle velocità, tra impennate, prove di accelerazione e sorpassi. Tutto ovviamente ben lontano dalla più basilare regola del condice della strada. Per questo Franco Piacentini e l'omologo vicentino Ferdinando Laverda hanno preso carta e penna e scritto una lettera al colonnello Steven Marks, diretto superiore di Max Wrist in quanto comandante di Ederle Camp.

"Eugene Edward McMahel sembra venga a scorrazzare nel Modenese tentando di lanciare il “guanto di sfida” a collaudatori e noleggiatori di Ferrari, nella speranza che qualcuno lo raccolga – si legge nella lettera - Sappiamo che lo stesso non disdegna neppure il nostro Appennino spingendosi fino all’Abetone (dove deve aver avuto anche un piccolo incidente). Dagli organi di stampa in rete, apprendiamo che le forze di polizia avevano provveduto al ritiro della patente, inviandola alla Prefettura già lo scorso novembre, ma che la stessa, anziché essere sospesa, è stata prontamente restituita senza che sia stato preso provvedimento alcuno".

"Sono certo che Lei è perfettamente al corrente di quanto Le sto comunicando e capisco anche che Lei potrebbe rispondermi che le “prodezze” del soldato McMahel sono compiute fuori dalla caserma, non in orario di servizio e non per servizio... - proseguono Piacentini e Laverda - Ciò nonostante, pur non essendo un esperto di diritto militare statunitense, sono convinto che, anche fuori del normale orario di servizio, un militare statunitense debba avere un comportamento onorevole, specie quando il suo reparto è ospite di un paese straniero. E sono quindi convinto che, volendo, Lei possa adottare provvedimenti disciplinari nei confronti del Suo sottoposto, arrivando anche al suo trasferimento. L’immagina la reazione dell’opinione pubblica italiana se il Suo soldato causasse, unicamente per il suo divertimento, la morte di qualche cittadino italiano? Non dimentichi che il ricordo della sciagura del Cermis è ancora una ferita sanguinante nel cuore del popolo italiano!". (da Modenatoday)

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