Muore per un malore a 23 anni, fu overdose: caccia allo spacciatore

Lo studente vicentino, venne ritrovato cadavere la mattina del 5 giugno scorso a casa di un amico. I test tossicologici dicono che la causa del decesso fu l'assunzione di un mix di sostanze stupefacenti

Una di più droghe, risultata poi fatale al cuore. Sette mesi dopo la morte di Matteo Martin, 23 anni di Romano d'Ezzelino, ritrovato cadavere la mattina del 5 giugno scorso a casa di un amico, sul tavolo del pubblico ministero Giulio Caprarola sono arrivati gli esiti dei test tossicologici che raccontano una storia diversa rispetto a quella dell'infarto o del sospetto aneurisma. Il giovane infatti aveva assunto varie sostanze stupefacenti, tra cui cocaina. Un mix letale che gli ha causato l'arresto cardiaco che è stato la causa della morte. Il pubblico ministero ha disposto esami sul cellulare del ragazzo, che potrebbe nascondere, nelle chat delle varie messaggerie telefoniche, il nome dello spacciatore che gli ha venduto l'ultima dose letale.

Il giorno precedente al decesso Matteo Martin aveva raggiunto in macchina Pieve del Grappa e, al termine della serata, aveva deciso di passare lì la nottata. Aveva litigato con i familiari e per questa ragione aveva chiesto ospitalità ad un conoscente 24enne. Ai carabinieri l'amico ha dichiarato che di aver guardato la televisione in compagnia della sua ragazza fino a circa la mezzanotte, chiacchierando. Ed ha escluso l'assunzione di stupefacente. Al risveglio, intorno alle 9, la macabra scoperta.

L'autopsia, eseguita 5 giorni dopo dal medico legale Alberto Furlanetto, non avevano chiarito il"giallo": sul corpo non erano state trovate tracce di violenza o lesioni che potesse far pensare ad una more violenta. E dubbie erano quelle relative ad una causa naturale. Per questo sul cadavere di Matteo erano stati effettuati prelievi istologici di vari organi e in particolare del cuore. Tutti analizzati per verificare la presenza di patologie congenite o un’eventuale morte per aritmia cardiaca.

Ma il pubblico ministero Caprarola, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per morte in conseguenza di altro reato, aveva disposto anche i test tossicologici per accertare la presenza di farmaci o sostanze stupefacenti nel sangue del giovane. I risultati dicono che il cuore di Matteo Martin si è fermato a causa di una overdose di più sostanza stupefacenti che, mescolate nell'assunzione, hanno causato un arresto cardiocircolatorio.

Fonte: Trevisotoday

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