Cronaca

Sparò e uccise un bandito in fuga, 9 anni e sei mesi per Massimo Zen

Il 22 aprile del 2017 la guardia giurata fece fuoco su una macchina con a bordo Manuel Major, 36enne, che stava scappando insieme a dei complici dopo aver messo a segno colpi ai danni di postazioni bancomat. Confermato l'omicidio volontario. La Procura aveva chiesto 14 anni. Il difensore ha preannunciato l'appello

Nove anni e sei mesi e una provisionale immediatamente esecutiva di 180 mila euro. Questa la condanna inflitta oggi mercoledì 19 maggio in abbreviato a Massimo Zen, la guardia giurata 49enne che il 22 aprile del 2017 sparò e uccise a Barcon di Vedelago Manuel Major, 36enne giostraio che stava fuggendo in auto dopo aver realizzato dei colpi ad alcuni bancomat. La sentenza, come scrive Trevisotoday, ha tenuto conto della concessione delle attenuanti generiche e dello sconto per il rito alternativo, pari a un terzo della pena. Il pubblico ministero Gabriella Cama aveva chiesto 14 anni.

Vanno invece a processo, prima udienza fissata per il 15 marzo del 2022Manuel Cancarello, 45enne, e Christian Liziero, 46enne, i due colleghi di Zen, entrambi di Paese, accusati a vario titolo di favoreggiamento e interferenza nelle comunicazioni dei carabinieri. Cancarello sarebbe anche, secondo le Procura, l'uomo che ha piazzato la pistola giocattolo ritrovata a ridosso della strada in cui era avvenuta la sparatoria, che avrebbe dovuto indurre gli inquirenti ad avvalorare la tesi della legittima difesa di Zen, che aveva detto di aver risposto al fuoco proveniente dalla Bmw con dentro Major Jody Garbin e Euclide Major.

«Una sentenza - spiega il legale del "ranger" della Battistolli Davide Panico  - di cui vogliamo leggere le motivazioni e per la quale sicuramente ricorreremo in appello. C'erano tutti gli elementi per riconoscere a Massimo Zen la legittima difesa, ha protetto la sua incolumità dalla macchina dei banditi che si stava dirigendo contro di lui».

Secondo l'accusa la notte del 22 aprile del 2017 Zen posizionò la sua auto di traverso lungo via Pomini a Barcon di Vedelago, al fine di impedire o rallentare il passaggio della vettura sulla quale viaggiavano i malviventi, autori quella stessa notte di alcuni assalti a terminali Atm. La guardia giurata esplose tre colpi di pistola Glock, in direzione dell'autovettura, uno dei quali, attraversando il parabrezza lato passeggero, ha centrato al capo nella zona temporale destra Manuel Major, che era alla guida della Bmw, morto qualche giorno dopo il ricovero.

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