Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Valstagna

Mamma e figlio tenuti in ostaggio, recuperata a Valbrenta l'arma usata dal sequestratore

Con il coltello rinvenuto tra la vegetazione, Ardair Tari albanese ha minacciato la connazionale di 26 anni con cui aveva avuto una relazione e suo figlio di appena cinque anni

Prima di essere catturato e assicurato alla giustizia, Ardair Tari 33 anni albanese ha fatto a tempo a disfarsi del coltello con il quale per cento lunghi chilometri da Borgoricco (Padova) fino alla provincia di Trento ha tenuto sotto tiro i suoi ostaggi: una mamma connazionale di 26 anni e il suo figlio di 5.

Come riporta Padovaoggi, i carabinieri l'hanno ritrovato ponendo un altro tassello ad una vicenda che poteva finire molto male se qualcosa nell'indagine lampo dell'Arma fosse andato storto. A suo carico rimangono le pesanti accuse di sequestro di persona, rapina aggravata, minaccia aggravata, violenza privata e violazione del provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

La svolta

All'esito di approfondite ricerche, a riscontro del quadro probatorio emerso. nella prima mattinata di oggi 9 luglio, personale della Compagnia di Borgo Valsugana (Trento), a Valbrenta (Vicenza), ha rinvenuto e sequestrato il coltello utilizzato dal cittadino albanese 33enne per consumare il sequestro di persona ai danni di madre e figlio.

L'uomo, il cui arresto è stato convalidato ieri, lunedì 8 luglio, e che al legale di fiducia avrebbe riferito di volere solo un chiarimento dalla donna sequestrata, venerdì mattina si è presentato sotto casa della vittima, ha lasciato parcheggiata la sua auto per fuggire verso il Trentino con quella della ventiseienne. In più occasioni ha riferito che se avesse visto un'auto dei carabinieri avrebbe fatto fare ad entrambi la fine di Giulia Cecchettin. 

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