Kebab trasformato in bar ma mancano i requisiti, gestore multato: deve pagare 5mila euro

La vicenda riguarda un 29enne bengalese residente a Vicenza, gestore di un locale in viale Roma

(foto di archivio)

Aveva trasformato il negozio di kebab da asporto in bar, con tanto di sedie e tavolini, senza avere i requisiti professionali richiesti. Per questo il Comune gli ha imposto di sospendere l'attività. Poiché, però, secondo quanto accertato dalla questura, l'uomo ha ignorato il provvedimento, per lui è scattata una sanzione da 5 mila euro.

La vicenda riguarda J. H., 29 anni, bengalese residente a Vicenza, gestore di un locale in viale Roma. L'uomo ha trasformato il negozio dove vendeva kebab da asporto in un bar attrezzato e arredato per il consumo dei piatti sul posto, dichiarando al Suap del Comune di essere in possesso del requisito professionale previsto per la somministrazione di alimenti e bevande.

Verifiche compiute dall'ufficio comunale Polizia amministrativa e pubblici esercizi hanno però messo in evidenza l'assenza di tale requisito. Pertanto, il 14 gennaio scorso, il direttore del Suap ha emesso un provvedimento in cui ha ordinato a J. H. di sospendere l'attività di somministrazione e gli ha imposto di regolarizzare la situazione, nominando entro 30 giorni un preposto in possesso dei requisiti richiesti, pena il divieto definitivo di esercitare tale attività.

Il gestore del locale, però, ha ignorato il provvedimento, come accertato il giorno seguente da una pattuglia della questura che, compiendo alcuni controlli sulle attività commerciali, ha constatato che all'interno del negozio erano ancora allestiti i tavolini dove alcuni clienti stavano consumando piatti caldi preparati dalla cucina.

Per J.H è quindi scattata una multa da 5 mila euro per aver svolto attività di somministrazione di bevande e alimenti nonostante la pratica di rilascio delle necessarie autorizzazioni fosse stata sospesa.

Il gestore si è peraltro affrettato a nominare un preposto per evitare ulteriori passaggi di legge, che sarebbero potuti andare dalla cessazione immediata dell'attività alla denuncia penale fino ai sigilli posti del Comune.

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“Plaudo all'attività congiunta del personale comunale di polizia amministrativa e pubblici esercizi e della questura - ha dichiarato l'assessore alle Attività produttive del Comune di Vicenza -  Chi lavora nel rispetto delle leggi è benvenuto. Ma chi non si adegua a normative che, prima di tutto, tutelano il cittadino consumatore, va perseguito. Bene che, dopo i controlli e la pesante sanzione, il gestore si sia finalmente deciso a regolarizzare la sua attività. Da parte nostra non abbasseremo la guardia, anche perché la repressione delle attività borderline contribuisce a contrastare il degrado che spesso si genera attorno a tali realtà”.

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