Caso Bachri, aumentano i punti interrogativi: risposta laconica della Farnesina

Le informazioni sul 24enne trissinese detenuto in Libano rimangono al lumicino: alla Farnesina confermano il supporto del caso, ma dal passato emergono alcuni elementi inspiegabili

L’Ambasciata d’Italia a Beirut, in stretto raccordo con la Farnesina, segue con la massima attenzione il caso del connazionale Karim Bachri, in contatto con i congiunti dell’interessato.

Questa la dichiarazione, in esclusiva a Vicenzatoday, del personale della Farnesina che si sta occupando del caso di Karim Bachri, il giovane trissinese detenuto in Libano senza che si conoscano i motivi ufficiali dell’arresto. Da settimane si starebbe lavorando di buona lena per capire le ragioni reali della detenzione.

Tra gli ambiti tra i quali a Roma si sarebbero soffermati c’è anche la figura del padre del giovane, il quale da anni si è separato dalla madre trissinese Erica Masiero. Il babbo del giovane si chiamerebbe Ahmad Bachri. Secondo le informazioni raccolte in paese in una con quelle trapelate da Roma e dalla questura berica l’uomo lavora o ha lavorato come funzionario presso il Ministero della giustizia del Marocco (nazione da cui proviene), avrebbe una cinquantina d’anni e vivrebbe a Casablanca in Marocco. Da quanto si apprende, sarebbe coinvolto nelle operazioni per fare chiarezza sulla viceda. 

TESSERA MANCANTE

Proprio la figura paterna potrebbe avere suscitato l’interesse degli esperti della Farnesina (che avrebbero cercato od ottenuto un contatto diretto) anche se non è stato possibile verificare il tutto con la madre del ragazzo, la quale, sentita più volte, dalla sua abitazione in zona Masieri a Trissino (in foto) ha preferito non rispondere alle domande di chi scrive, limitandosi a riferire che con ogni probabilità parlerà più approfonditamente «quando sarà tornata dal Libano» dove si recherà il 3 di settembre, così fa sapere sempre la donna, per cercare di incontrare il figlio. Sempre che la cosa sarà concessa dalle autorità libanesi.

In queste ore peraltro la stampa locale, più segnatamente il GdV, ritorna ad ipotizzare che il giovane Karim, che secondo quanto trapelato sui media e a Trissino, dopo essersi diplomato al liceo Quadri di Vicenza, avrebbe frequentato per un po’ l’università senza terminarla, possa essere entrato in contatto con ambienti criminali in qualche modo legati a qualche organizzazione terroristica.

UN QUADRO CHE NON COLLIMA

Ad ogni modo facendo riferimento a quanto tratteggiato sui media in questi giorni ci sono troppi aspetti che non collimano perfettamente. Il 24enne infatti è stato via via descritto come studente universitario, fotografo e rappresentante di commercio. Sempre dalla stampa si è appreso che un suo zio sarebbe il rettore di un ateneo statunitense, ma né il nome dell’ateneo né quello dell’accademico sono emersi fino ad ora. Di più, almeno dalle prime, non sembra esserci traccia del caso Bachri, sui media internazionali. Il che ha contribuito a rendere ancor più difficile la lettura di un caso i cui contorni non sono affatto definiti.

DAL PASSATO ELEMENTI INSPIEGABILI

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