Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Inverno pazzo: emergenza siccità e smog, le previsioni meteo

Coldiretti ha lanciato l'allarme. Le temperature eccezionalmente miti per la stagione e la mancanza di precipitazioni stanno mettendo a rischio le coltivazioni. Non solo: i livelli di smog restano pericolosamente alti e a poco serviranno le deboli precipitazioni previste per mercoledì

Smog e siccità: sono le parole chiave per descrivere questo inverno pazzo e, di questo binomio, ne risente la salute delle persone ma anche l'agricoltura. Mercoledì spno previste deboli precipitazioni, che porteranno ben poco migliornamento.

Dopo il mese dicembre con il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media, a gennaio sono caduti praticamente gli stessi millimetri di pioggia di agosto, con una storica siccità nelle campagne dove la natura è sconvolta da un inverno che sembra primavera. L'allarme lo lancia Coldiretti sulla base dei dati Ucea fino ai primi venti giorni di gennaio. Dicembre è stato il meno piovoso e più bollente da 215 anni, nemmeno i "giorni della merla" hanno invertito questo trend. 

COSA FARE I dati di Arpa Veneto sull'inquinamento dell'aria, nonostante le deboli precipitazioni dei giorni scorsi, restano preoccupanti e - riferisce l'ente - per ridurre la durata e la gravità degli episodi prolungati di superamento del valore limite giornaliero di PM10 è necessario ridurre l’uso dei veicoli a motore privati per gli spostamenti strettamente necessari, preferendo forme alternative di mobilità più sostenibile (trasporto pubblico, spostamenti in bicicletta e a piedi), specialmente nelle brevi tratte; Spegnere il motore dei veicoli durante le soste prolungate (fasi di carico/scarico merci, stazionamento dei bus ai capolinea, passaggi a livello ecc.); ridurre le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico, ad esempio disattivando il riscaldamento in assenza di persone; ridurre la temperatura massima nei locali; limitare al massimo l’utilizzo di stufe e caminetti alimentati a biomasse (legna, cippato, pellet ecc.) se, nell’edificio, sono presenti altri sistemi di riscaldamento meno inquinanti (metano); nel caso di utilizzo di apparecchi a legna minimizzare le emissioni derivanti dalla combustione, attraverso l’utilizzo consapevole dell’impianto: bruciare solo legna secca, non bruciare altri materiali, verificare l’efficace e corretta conduzione della combustione affinché sia la più completa possibile; evitare nel modo più assoluto combustioni all’aperto di residui agricoli e forestali.

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